Un doppio attacco missilistico devasta la cittadina al confine russo: almeno 18 i feriti. Il presidente ucraino invoca risposte cinetiche e sanzioni, mentre Washington assegna a Raytheon una commessa da 22,9 miliardi per ricostituire le scorte strategiche.
Una nuova mattanza di civili torna a insanguinare l’est dell’Ucraina. Nel corso di un massiccio attacco sferrato tra lunedì notte e martedì mattina con l’impiego di ben 147 droni e vettori ad alta precisione, le forze russe hanno colpito la cittadina di Pechenihy, nella regione di Kharkiv, a ridosso della frontiera.
Il raid su Pechenihy: 10 vittime e distruzione
A rendere noti i tragici dettagli del raid è stato il governatore regionale Oleh Syniehubov. Due missili si sono abbattuti in pochi secondi sul centro abitato, provocando la morte di 10 persone e il ferimento di altre 18, attualmente sotto cure mediche. L’esplosione ha sventrato e danneggiato almeno dieci abitazioni private, un bar, un ufficio postale, cinque negozi e numerose automobili. “I soccorritori hanno domato gli incendi e i servizi di emergenza restano operativi sul posto”, ha dichiarato Syniehubov. Il presidente Volodymyr Zelensky ha espresso il proprio cordoglio assicurando una risposta immediata: “L’Ucraina risponderà senza dubbio a questo attacco. È fondamentale che i nostri partner affianchino alle nostre risposte cinetiche azioni di forte pressione sulla Russia”.
Il Pentagono accelera sugli armamenti: maxi-commessa per i Tomahawk
Mentre il fronte continua a bruciare, da Washington arriva un segnale d’impatto strategico per gli assetti militari globali. Con l’obiettivo di ripristinare d’urgenza le scorte di armamenti ad alta tecnologia intaccate dai conflitti recenti, il Pentagono e l’amministrazione Trump hanno annunciato l’assegnazione di un contratto record da 22,9 miliardi di dollari a Raytheon (divisione del gruppo RTX). Il piano industriale punta a un incremento drastico della capacità produttiva dei missili a lungo raggio Tomahawk, con il target di portare la produzione a 1.000 vettori all’anno rispetto al livello attuale di appena 60 unità.



