Lo Stretto di Hormuz continua ad essere il fulcro del commercio energetico mondiale ed è anche al centro del maggiore impegno da parte degli USA nel conflitto contro l’Iran. Le ultime dichiarazioni dell’amministrazione statunitense e i dati diffusi dal Pentagono tratteggiano uno scenario in cui l’Iran vede progressivamente ridursi il proprio margine di manovra sul braccio di mare più strategico al mondo per i traffici energetici, ora scortati e tutelati direttamente dalle forze americane.
Le parole di Trump e Vance: Hormuz sotto egida USA
A delineare la posizione della Casa Bianca è stato in primo luogo Donald Trump durante un’intervista telefonica con il suo ex avvocato Michael Cohen. Il presidente statunitense ha espresso parole perentorie nei confronti di Teheran: “Abbiamo spazzato via l’Iran”. Teheran “dispone di alcuni missili e droni ma ha una capacità produttiva limitata”, ha proseguito il presidente Usa, aggiungendo che “gli Stati Uniti controllano sostanzialmente lo Stretto di Hormuz e presto ne avranno il pieno controllo”.
Dello stesso avviso è il vicepresidente JD Vance, che in un’intervista al podcast “Clay Travis and Buck Sexton Show” rilanciata dalla Cnn ha definito la pressione economica lo strumento più efficace contro l’Iran, pur trattandosi di una “danza delicata”.
“Lo strumento più efficace che abbiamo è la pressione economica che possiamo esercitare su di loro. E questa è una danza delicata, perché se esercitiamo pressione economica su di loro, loro cercheranno di fare altrettanto con noi”, ha detto Vance, sostenendo che “nelle ultime due settimane loro hanno subito molta più pressione di noi”. Vance ha riconosciuto che “ovviamente i prezzi del petrolio sono alti, come si può notare alla pompa”, ma ha evidenziato la capacità dell’amministrazione di far transitare le navi attraverso lo Stretto di Hormuz. “Stanno cercando di chiudere lo Stretto, e se riusciamo, non tanto a riportarlo alla situazione precedente, ma a far uscire abbastanza petrolio e gas da dare un po’ di sollievo agli americani alla pompa, un po’ di sollievo sui prezzi dell’energia”, ha aggiunto il vicepresidente. Secondo Vance, “gli iraniani vengono puniti per aver sparato contro le navi mercantili” e “questo esercita una forte pressione economica su di loro e cambia le loro valutazioni sul tipo di accordo che vogliono concludere”.
L’operazione del Pentagono e il corridoio marittimo
I dettagli operativi di questo presidio emergono da quanto riferito da due funzionari statunitensi ad Axios e dai canali ufficiali delle forze armate. Il Pentagono ha avviato in segreto un’operazione per garantire il transito sicuro delle petroliere, creando un corridoio marittimo lungo la costa dell’Oman. Coordinato da una task force con sede a Fort Bragg, in North Carolina, e gestito con i partner del Golfo, il dispositivo consente il passaggio quotidiano ad Hormuz di 15-20 petroliere per un volume di circa 10 milioni di barili al giorno, pari a circa la metà dei livelli precedenti al conflitto.
La gestione del traffico avviene principalmente di notte, organizzando la navigazione in due convogli distinti – uno in entrata e uno in uscita – attraverso il canale meridionale dello Stretto. Le forze statunitensi coordinano l’ingresso nel Golfo delle petroliere vuote provenienti dal Mar Arabico, che raccolgono il greggio nei porti della regione e fanno poi ritorno attraverso la rotta protetta, mentre l’Aeronautica militare garantisce la copertura aerea con i propri caccia contro eventuali attacchi iraniani condotti con droni o missili da crociera. Un portavoce del Centcom ha confermato ad Al Jazeera che da inizio maggio gli Stati Uniti hanno facilitato il passaggio di oltre 1.300 navi.
Il blocco navale e le azioni del Centcom
Oltre a scortare i mercantili alleati ad Hormuz, le forze statunitensi stanno applicando un rigido blocco navale da e verso i porti iraniani. Secondo gli aggiornamenti forniti dal Comando militare centrale al 20 agosto, le forze americane hanno deviato 67 navi commerciali, ne hanno rese inservibili tre e ne hanno ispezionate due a bordo per verificarne la conformità. A testimonianza dell’impegno operativo nell’area, il Centcom ha diffuso immagini dei velivoli multiruolo MV-22B Osprey in decollo dalla nave USS Boxer mentre attraversa il Mar Arabico per proseguire le operazioni.
Tra la scorta diretta ai convogli petroliferi e le azioni di blocco contro i mercantili diretti verso la Repubblica Islamica, lo Stretto di Hormuz appare oggi sempre più sotto il controllo tattico e strategico degli Stati Uniti, riducendo drasticamente le capacità dell’Iran di condizionare le rotte energetiche mondiali.



