Nicola si risveglia dal coma dopo l’aggressione a Barcellona: primi segnali di speranza

domenica, 23 Agosto 2026
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Un gesto semplice, quasi quotidiano, si è trasformato in un momento di grande speranza per la famiglia di Nicola Maggiotto, il 21enne di Asolo, nel Trevigiano, ricoverato in terapia intensiva a Barcellona dopo una violenta aggressione. Sabato sera, 22 agosto, il giovane ha aperto gli occhi per la prima volta dopo dieci giorni di coma indotto.

A provocare quel momento è stato un rumore apparentemente banale: il padre Daniele che spostava una sedia nella stanza del figlio. Un suono familiare che ha attirato l’attenzione di Nicola e lo ha portato ad aprire gli occhi. Per la famiglia è stato il primo segnale concreto dopo giorni di grande apprensione.

Nicola si trova ricoverato all’Hospital del Mar di Barcellona dalla notte del 12 agosto, quando è stato aggredito all’esterno di un locale della città spagnola. Il 21enne sarebbe stato colpito alle spalle con un violento pugno alla nuca, riportando gravi conseguenze che hanno reso necessario il ricovero e l’induzione del coma.

Ora, però, nella stanza della terapia intensiva arrivano segnali incoraggianti. Dopo aver aperto gli occhi, Nicola ha mantenuto lo sguardo sul padre, seguendone i movimenti. Non si è trattato dell’unica reazione: il giovane ha mosso sia le gambe sia le braccia e, successivamente, ha stretto la mano della madre.

Piccoli gesti che per i familiari assumono un significato enorme dopo dieci giorni di attesa e paura. Ogni movimento viene seguito con attenzione dai medici e dalla famiglia, consapevole che il percorso per il recupero sarà ancora lungo e delicato.

L’aggressione aveva fatto temere il peggio e aveva costretto Nicola a rimanere in coma farmacologico per consentire al suo organismo di affrontare le conseguenze del trauma. Ora i primi segnali di risveglio aprono uno spiraglio di fiducia.

Per Daniele e per la madre, vedere il figlio reagire alla loro presenza rappresenta un momento particolarmente emozionante. Nicola resta sotto stretta osservazione nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale catalano, mentre proseguono le cure e il monitoraggio delle sue condizioni.

Dopo dieci giorni di buio, quel semplice rumore di una sedia spostata nella stanza ha così regalato alla famiglia il primo vero sorriso: Nicola ha aperto gli occhi e ha iniziato a rispondere agli stimoli, lasciando intravedere una nuova speranza per il suo ritorno alla vita.

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