Giornata di tensione ieri in Ucraina. Allarme aereo a Kiev nel giorno del 35° anniversario dell’indipendenza ucraina dal dominio sovietico. L’allerta è scattata mentre erano ancora presenti nella capitale il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, il presidente finlandese Alexander Stubb e l’ex inviato americano Keith Kellogg. I due leader sono stati evacuati in un rifugio antiaereo. Secondo fonti dei servizi di sicurezza, la minaccia era legata al lancio di missili balistici dall’area di Taganrog, città russa vicina al confine sudorientale ucraino. L’allarme è rientrato poco dopo.
La ricorrenza ha offerto l’occasione per riportare al centro dell’agenda internazionale il conflitto in corso. Gli alleati di Kiev hanno moltiplicato le dichiarazioni di sostegno e accelerato su forniture militari e percorso di adesione all’Unione europea, mentre sul fronte diplomatico si registrano segnali — ancora incerti — di una possibile ripresa dei negoziati.
Ucraina, esercitazioni dei “Volenterosi” a ottobre ma l’Italia resta fuori
Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che le esercitazioni della Forza multinazionale per l’Ucraina — l’iniziativa di peacekeeping nata in seno alla coalizione dei Paesi volenterosi — “saranno condotte nei mesi di ottobre e novembre”. L’annuncio ha avuto immediata eco a Roma: fonti di Palazzo Chigi hanno precisato a stretto giro che l’Italia “non vi parteciperà”, in linea con la posizione del governo contraria all’invio di soldati italiani in Ucraina.
Oltre a quello francese anche il protagonismo britannico ha segnato la giornata. Il neo premier Andy Burnham, al suo primo viaggio all’estero da quando ha assunto l’incarico, ha autorizzato l’azienda di difesa Mbda a condividere con le forze ucraine progetti classificati sui componenti britannici del missile Scalp — versione francese dello Storm Shadow. La misura è considerata un tassello fondamentale per consentire a Parigi e Kiev di accelerare la produzione in loco dell’arma a lungo raggio. Burnham ha promesso di fornire “tutto l’aiuto che serve”, paragonando la resistenza ucraina alla lotta del Regno Unito contro la Germania nazista nella Seconda guerra mondiale. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha attaccato Londra dopo l’annuncio sullo Scalp: “Il Regno Unito partecipa a questa guerra, alimenta sistematicamente il conflitto e getta benzina sul fuoco”. Secca la replica di Burnham: “Chi ha appiccato il fuoco? Questa è la domanda”. Tensione altissima con Mosca.
Zelensky e Trump, messaggi distensivi
Il messaggio di Donald Trump per l’anniversario ha colpito per il tono. Il presidente americano ha invitato l’Ucraina a cogliere “questo momento per porre fine al conflitto e costruire una pace duratura che sblocchi il tremendo potenziale dell’Ucraina per le generazioni future”. Trump ha espresso “ammirazione” per lo “spirito resiliente” del popolo ucraino e si è detto fiducioso nel futuro del Paese “come nazione sovrana e prospera”.
Zelensky ha accolto il messaggio con toni entusiasti, paragonandolo a “un lancio di un Patriot Pac-3”. “Sollevano il nostro spirito e ci danno speranza che sia possibile proteggere le vite dai brutali attacchi russi e raggiungere una pace dignitosa”, ha dichiarato il presidente ucraino. Kiev punta ad acquisire rapidamente nuovi intercettori Pac-3 finanziati dai partner europei e ha chiesto a Washington l’autorizzazione a produrli direttamente in Ucraina: Trump aveva aperto a questa possibilità il mese scorso, salvo assumere in seguito posizioni più caute.
Sul fronte diplomatico, Zelensky ha ringraziato pubblicamente le istituzioni europee e la Nato. “Ogni giorno l’Ucraina si difende e, così facendo, afferma il suo legittimo posto nella famiglia europea”, ha scritto su X, aggiungendo che “ulteriori forniture di sistemi di difesa aerea sono il modo migliore per aiutare l’Ucraina ora”. Rivolgendosi al segretario generale della Nato Mark Rutte, ha sottolineato che “i soldati ucraini tengono il fronte, proteggono la nostra Europa e costruiscono una forza sempre più interoperabile”.
La Turchia si aspetta che i negoziati per porre fine alla guerra riprendano entro la fine dell’anno, ma senza una tempistica definita. Lo ha riferito all’agenzia Ria Novosti una fonte del governo di Ankara, precisando che la Turchia “non ha ricevuto alcuna richiesta né iniziative volte a rilanciare i negoziati sull’Ucraina a Istanbul”. Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha ribadito la disponibilità di Ankara a offrire Istanbul come sede per i colloqui. Il 22 agosto Vladimir Putin aveva dichiarato che la Russia è pronta al dialogo, ma “solo sulla base delle realtà sul terreno”.
La situazione sul campo: attacchi a raffinerie, frontiere e città
Sul piano militare, la giornata ha registrato un attacco con droni ucraini alla raffineria Afipsky, nella regione russa di Krasnodar, a nord-est del Mar Nero. L’impianto ha preso fuoco e il governatore regionale Veniamin Kondratiev ha riferito di due persone uccise. La raffineria tratta circa 6,25 milioni di tonnellate di greggio l’anno, pari a circa il 2% della capacità di raffinazione russa, ed era già stata colpita in precedenti azioni ucraine.
Sul fronte opposto, droni russi hanno danneggiato il valico internazionale di Vynohradivka-Vulcanesti, al confine tra Ucraina e Moldavia, interrompendo il traffico e le operazioni doganali. Le autorità ucraine hanno invitato cittadini e trasportatori a utilizzare altri valichi. A Zaporizhzhia, inoltre, un attacco con bombe guidate ha causato la morte di due persone, come comunicato su Telegram dal capo dell’amministrazione militare locale, Ivan Fedorov.



