L’ombra dell’atomica e il timore di un’escalation in Ucraina

venerdì, 28 Agosto 2026
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La possibilità che la Russia possa ricorrere all’arma nucleare in Ucraina torna a farsi strada negli ambienti del potere di Mosca. Secondo fonti vicine al Cremlino citate da Bloomberg, un numero crescente di funzionari russi teme che Vladimir Putin possa, in ultima istanza, prendere in considerazione l’uso di un’arma nucleare tattica se la guerra dovesse continuare a intensificarsi senza produrre una soluzione militare o politica.
Il punto non è che Putin abbia già deciso di utilizzare l’atomica. Non ci sono indicazioni pubbliche di questo tipo. Il dato più significativo è piuttosto che, all’interno dell’apparato russo, lo scenario venga considerato sempre meno impensabile.
La Russia ha più volte evocato la propria capacità nucleare dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, utilizzando la minaccia atomica soprattutto come strumento di deterrenza nei confronti dell’Occidente. Nel novembre 2024 Mosca ha modificato la propria dottrina nucleare, ampliando le circostanze nelle quali afferma di poter ricorrere all’arma. La Russia può usare l’atomica in risposta a un attacco contro sé stessa o la Bielorussia, avvenuto con l’impiego di armi convenzionali, a patto che minacci la sovranità e l’integrità territoriale. Ma mentre prima si parlava di “minaccia all’esistenza stessa dello Stato”, la soglia dell’asticella è stata abbassata semplicemente alla presenza di una “minaccia critica”.
Naturalmente tra l’evocazione e l’impiego reale esiste una distanza enorme. Un’esplosione nucleare, anche tattica, potrebbe provocare conseguenze militari e politiche imprevedibili, spingendo il conflitto in una fase completamente nuova e mettendo sotto pressione anche i rapporti della Russia con Paesi finora più prudenti, come la Cina.
Il vero pericolo, dunque, non è necessariamente che Putin sia sul punto di premere il pulsante. È che una guerra sempre più lunga e violenta possa progressivamente abbassare la soglia psicologica e politica della minaccia nucleare. E se l’atomica resta un’ipotesi estrema, il fatto che a Mosca qualcuno cominci a considerarla una possibilità concreta rappresenta, di per sé, un segnale d’allarme.

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