Kiev alza il tiro e colpisce la Russia mentre Putin e Xi blindano l’Eurasia

martedì, 1 Settembre 2026
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Guerra senza fine sull’asse ucraino russo, la risposta di Kiev è netta dopo i violenti scontri che hanno devastato parte del Paese nei giorni scorsi, l’esercito ucraino colpisce un’altra raffineria russa. I droni ucraini hanno incendiato la Kirishi, nell’oblast di Leningrado, uno degli impianti più grandi della Russia tra l’altro industria sotto sanzioni occidentali. Il governatore locale ha confermato che un drone si è schiantato vicino all’impianto e le fiamme sono state altissime. In totale sale a 42 il numero di droni ucraini abbattuti nella regione. Nel mirino anche la base aerea di Yeysk, nel Krasnodar, con forti esplosioni riportate dai testimoni. Questa dell’attacco e della risposta è la nuova strategia di Kiev: portare la guerra dentro la macchina energetica russa. Dopo Volgograd, ferma dal 29 maggio, e il super-raid sulla raffineria di Mosca che ha provocato una pioggia di petrolio sui quartieri sud-est, gli attacchi si moltiplicano. Secondo Reuters la produzione di benzina russa è scesa al 70% della domanda interna. Mentre i cieli si incendiano, a Bishkek va in scena l’altro fronte. Il 31 agosto, a margine del vertice SCO per i 25 anni dell’organizzazione, Putin e Xi Jinping si sono incontrati faccia a faccia, il secondo meeting tra i due presidenti del 2026 dopo quello di Pechino di maggio scorso. Sul tavolo di lavoro vari temi tra cui: il gasdotto Power of Siberia 2 via Mongolia, la Rotta del Mar del Nord, visti, intelligenza artificiale e energia.  “La partnership Russia-Cina è un modello di relazioni interstatali in una situazione geopolitica difficile”, ha detto Putin. Presenti anche Modi, Erdogan e il presidente iraniano Pezeshkian. Ma vediamo analizzando quello che realmente sta succedendo sull’asse russo asiatico. Se l’Ucraina alza il tiro perché non può vincere solo in trincea: colpendo le raffinerie toglie carburante ai tank e rubli al Cremlino. Ma a Bishkek Putin mostra che l’isolamento non è riuscito. Con Xi blinda l’alternativa eurasiatica: gas, navi artiche e pagamenti fuori dal dollaro. È la guerra dei due schieramenti: Kiev colpisce le raffinerie, Mosca e Pechino logorano le sanzioni.

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