Moda. Civello e Colesanti: “Icone ribelli, ecco la nostra Giovanna d’Arco. Il Governo sul Made in Italy faccia di più”

venerdì, 18 Settembre 2026
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a sinistra Petrana Colesanti, designer di LMP accessori e Giuliana Civello, stilista di Luluredgrove, a destra un momento della sfilata sulla Terrazza dei Paesaggi di Palazzo Colonna

Una monumentale terrazza nel cuore di Roma, per la prima volta prestata all’alta moda, diventa il palcoscenico ideale di una vera e propria dichiarazione di resistenza estetica. Giuliana Civello, stilista di Luluredgrove e Petrana Colesanti, designer di LMP accessori presentano le loro nuove collezioni Autunno-Inverno 2026-27 intitolate Rebel Icons presso la settecentesca Coffee House di Palazzo Colonna. In un mercato saturo di lusso seriale, questo progetto rimette al centro la rarità e la manualità dell’autentico su misura italiano, con una collezione interamente “fatta dalle donne per le donne” e ispirata a icone rivoluzionarie, da Giovanna d’Arco a Rosa Parks, da Coco Chanel a Oriana Fallaci. Un total look contemporaneo per una donna raffinata che ama indossare delle mise declinate e ricercate tra abiti ed accessori per ogni occasione della giornata. Il défilé suggestivo ha previsto la presenza di oltre trecento ospiti, con la regia di Daniela Palese Acampora. In passerella la giovane attrice Valentina Bivona, volto de “I Cesaroni 7” e l’ex Miss Roma, Beatrice Mazzoni. Per Lo Speciale Giornale abbiamo incontrato Giuliana Civello e Petrana Colesanti che ci hanno raccontato in un’intervista esclusiva come l’artigianato possa trasformarsi in un atto di coraggio e celebrazione dell’universo femminile.

L'attrice Valentina Bivona in passerella
L’attrice Valentina Bivona in passerella

Giuliana, in questa collezione mette in luce delle donne anticonvenzionali, come si è lasciata suggestionare da queste figure così emblematiche?

Sono icone ribelli che hanno cambiato la storia combattendo sia fisicamente che con le proprie idee. Si parla sempre di uomini forti che modificano il corso della storia, ma raramente delle donne. E’ proprio l’universo femminile ad apportare cambiamenti in maniera più delicata e sensibile, ma incisiva, lasciando un segno importante per un mondo migliore.

Quali icone femminili si avvicinano maggiormente al suo sentire?

Sicuramente Giovanna d’Arco, una donna di origini umili, ma che aveva idee di rottura, che ha combattuto per portare a segno le sue battaglie con costanza e ha dedicato con impegno la propria vita agli altri. Inoltre, è la prima donna della storia che ha vestito in maniera maschile e che ha deciso di tagliarsi i capelli.

Come è riuscita a declinare Giovanna d’Arco nelle creazioni?

Il cappotto blu in cashmere con fodera in seta e bottoni di ispirazione militare permette di montare a cavallo e sedersi senza problemi, mentre la gonna ampia appoggia sulle groppe del cavallo. L’abito bordeaux con il collo sciallato in seta fantasia paisley e fiori è invece ispirato a Rosa Parks, una sarta di colore che si è rifiutata di sottomettersi ad una regola ingiusta: alzarsi in autobus per cedere il posto ai bianchi. Per questo motivo fu arrestata, perché violò la legge sulla segregazione, dopodichè, questa stupida disposizione, proprio grazie a lei, cambiò. Alla Parks ho dedicato un vestito sartoriale, che lascia un segnale ben preciso: so dove devo stare e non mi sottometto.

C’è anche Frida Kahlo fra le sue icone.

A lei ho reso omaggio con la poetica della palette cromatica dei capi: rossi, nero, blu vibrante, giallo dorato e ricami.

Oriana Fallaci, il mito del giornalismo, come è stata evidenziata invece?

L’ho trasposta nel tailleur blu principe di Galles in lana, un completo senza fronzoli e tagliente che mantiene la forma con il rigore e non si stropiccia, proprio come il suo carattere indomito. Il blu notte con le righe nere sono i colori di chi ha visto la guerra e non ha paura di dirlo. E’ un tailleur per una donna che vuole essere ascoltata.

Tra le muse figura anche l’indimenticabile Coco Chanel.

E’ fonte d’ispirazione in quanto è stata una pioniera nel liberare il corpo femminile dalle costrizioni dell’epoca, come la seta che utilizzo, che accarezza la silhouette e ne segue i movimenti senza costringerla.

Tra i tessuti cosa troviamo?

Le sete in tripla A, il cachemire e la lana merino ultra fine australiana.

Si sente supportata dal Governo nella sua attività?

No, ma sono molto felice che in questo momento ci sia Giorgia Meloni, una donna di grande spessore che ambirei a vestire. E’ una personalità di grande forza e carisma che sta combattendo tante battaglie.

Come si sviluppa la sostenibilità del brand?

E’ un impegno totalizzante poiché utilizzo solo tessuti naturali, spesso di recupero come le fodere in seta. Inoltre, tutte le nostre stampe hanno delle certificazioni europee molto stringenti. La nostra maglieria viene fatta tutta su misura da artigiani specializzati.

E’ conosciuta per il denim in seta. Come evolve in questa stagione?

In ruggine, verde e grigio. Si tratta di un’elaborazione su un difetto di stampa. Tra i capi iconici in jeans c’è il trench in lana seta con il ricamo della testa della medusa dietro e un giubbotto di pelle con il volto della Madonna dipinta sulla schiena. Tra i capispalla troviamo dei simpatici bomber in velluto a coste stampati e in lana seta stampati su seta con accenti in pelle come lo toppe sui gomiti.

Beatrice Mazzoni, ex Miss Roma
Beatrice Mazzoni, ex Miss Roma

Petrana Colesanti, come ha coniugato gli accessori in pendant con gli abiti?

Ho legato il pellame utilizzato anche da Giuliana alla forza e all’anticonformismo della guerra, sia intellettuale che fisica, che ispira la collezione, dando vita a cinte alte e bracciali che richiamano l’armatura, simbolo di forza. Lo stesso vale per i colori, soprattutto il rosso presente in collezione e nella figura di Frida Kahlo, simbolo di ribellione intellettuale. Attraverso i ricami elaborati con cristalli luminosi e pietre lucide cabochon si rivelano il carattere e la forza delle icone femminili, unendo il vigore maschile con il rigore femminile presente in tutta la collezione. I dettagli personalizzabili ed il lavoro su misura rendono questi accessori unici, con tutti i difetti che l’artigianato fatto a mano si contraddistingue. Le imperfezioni rendono l’oggetto unico e irripetibile.

Come si sviluppano le borse?

Si contraddistinguono in due formati completamente diversi da quelli già ideati. Troviamo la cube di grandi dimensioni ispirata alla Fallaci, con i suoi ricami grintosi e preziosi che guidano la donna nella sua giornata, dal mattino fino alla sera. Un accessorio dotato di indipendenza, anticonformismo e carattere, che si evidenziano attraverso gli inserti metallici in oro, argento e canna di fucile. La versione serpent, invece, è portabile in tutte le ore della giornata e si trasforma in un oggetto poliedrico, in grado di rendere una serata speciale grazie al fatto di essere camaleontica, passando dalla versione giorno a quella da sera.

Come sono eseguite le lavorazioni?

Sono al 100% Made in Italy. Viene tutto prodotto nel nostro Paese e ricamato in laboratori sapienti secondo la tradizione artigianale italiana. I pellami di agnello e vitello vengono colorati in maniera naturale.

Cosa potrebbe fare il nostro Governo per supportare il Made in Italy?

Per avere più sostegno è necessario avere maggiori informazioni, sapere dove e a chi rivolgersi, sarebbe opportuna una notevole trasparenza negli aiuti. L’iter da imprenditore nella moda è complesso ed è necessario un supporto informativo che possa aiutarci a velocizzare l’esperienza.

Make up and hair styling: Simona Augieri

photo credits: Claudia Frijio 

L’intervista video su Lo Speciale Giornale a Giuliana Civello, stilista di Luluredgrove:

L’intervista video su Lo Speciale Giornale a Petrana Colesanti, designer di LMP accessori:

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