La sorpresa di queste Regionali tedesche parla italiano. Luigi Pantisano, 46 anni, figlio di emigrati calabresi arrivati a Waiblingen nel 1966, primo segretario con background migratorio nella storia della Linke, porta la sinistra radicale al 24,9% a Berlino e la fa diventare primo partito nella Capitale. Nello stesso giorno, a poche centinaia di km, l’AfD sfonda al 38,2% in Meclemburgo-Pomerania e butta fuori la CDU di Merz dal parlamento regionale per la prima volta nella storia. Eletto co-presidente a Potsdam lo scorso 20 giugno con solo il 53,3% dei voti, una vittoria stretta che la stampa tedesca ha definito una sberla, Pantisano eredita una Linke risorta: dall’8,8% alle federali 2025 ai sondaggi al 12%, fino al boom berlinese di ieri. Architetto, ex vice-capogruppo al Bundestag per casa e clima, la sua linea è chiara: «Parliamo ai giovani, torniamo porta a porta come abbiamo fatto nelle tre circoscrizioni dove abbiamo vinto i diretti contro il mare blu dell’AfD. Siamo fari di sinistra. Faremo gli espropri dei grandi gruppi immobiliari che affamano Berlino. E sì, chiamateci socialisti, senza vergogna». La sua elezione non è stata indolore: a Bild aveva detto che «tra CDU che fa politica fascista, AfD e fascisti non c’è differenza». Frase che gli è costata la richiesta di dimissioni da parte del premier CDU del Schleswig-Holstein e critiche interne. Poi le scuse, ma senza rinnegare: “la critica al corso a destra dell’Unione”. Possiamo dire analizzando i fatti che la vittoria di Pantisano è la foto della Germania spaccata. L’AfD vince dove la gente è arrabbiata per l’austerità e: “CDU e SPD spengono il fuoco con la benzina”, come afferma lui stesso. La Linke vince dove quella rabbia viene intercettata sul carrello della spesa e sull’affitto. A Berlino, capitale europea degli affitti impazziti, la ricetta esproprio + assistenza concreta + TikTok in tedesco e italiano ha funzionato. È la prima volta che la sinistra tedesca parla ai figli degli immigrati non come minoranza da proteggere, ma come nuova classe operaia. E questa, per la CDU, è una minaccia più seria di qualsiasi cordone sanitario.



