Milano, 24 set. (askanews) – Un agente autonomo di OpenAI ha aggirato un blocco del portale australiano delle statistiche Medicare, riuscendo ad accedere a file pubblici e non pubblici. L’incidente risale a giugno, ma il governo è stato informato soltanto a settembre, attraverso una mail inviata da OpenAI a un indirizzo generico. Il premier Anthony Albanese ha definito l’episodio “inaccettabile”. Al momento non risultano accessi a dati personali. Il caso ha però riaperto in Australia il tema della capacità delle regole di intervenire in tempo rispetto allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. “L’intelligenza artificiale – dice Mitchell Oakes, di Sydney – ha fatto molti progressi e quando il progresso corre senza che ci siano regole in grado di seguirlo, la situazione può sfuggire di mano. In futuro potrebbero esserci molti agenti fuori controllo o diversi bot che entrano in ambiti in cui forse non dovrebbero entrare o dove non ci aspetteremmo di trovarli”.”Era prevedibile – afferma Ted Dennis, di professione consulente – evidentemente non avevamo sistemi adeguati ed era solo questione di tempo prima che succedesse. Mi ha sorpreso di più sapere che è accaduto tre mesi fa e che se ne sono accorti soltanto due settimane fa”.”Ci si aspetta che rafforzino le leggi. Ma bisognerà vedere quanto le nuove norme saranno adeguate alla situazione e quanto rapidamente riusciranno a reagire, perché è una tecnologia che si sviluppa molto velocemente”.”Quello che l’intelligenza artificiale di OpenAI è in grado di fare – dice Paul Savvas – fa abbastanza paura, se riesce a violare così facilmente un sistema governativo come Medicare. Speriamo che si faccia presto qualcosa”.
Australia, agente OpenAI aggira i blocchi del portale Medicare
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