Il fantasma del Fentanyl, la famigerata “droga degli zombie” che sta devastando gli Stati Uniti, aleggia su Roma. Nelle ultime settimane, video virali diffusi sui social e racconti allarmati di alcuni residenti hanno acceso i riflettori su specifici quadranti della Capitale, dal Quarticciolo a Tor Sapienza, alimentando il timore che l’oppioide sintetico sia ormai sbarcato in città. Un allarme amplificato anche dal grave e recente furto della sostanza avvenuto nei locali dell’ospedale Israelitico.
La psicosi è letteralmente esplosa a seguito della diffusione di immagini – sopratutto su pagine social che curano con attenzione le tematiche della Capitale come Radio Globo e We are Roma – che ritraggono persone in strada in evidente stato di catalessi, barcollanti o letteralmente “congelate”. Effetti visivi che rimandano immediatamente alle drammatiche scene delle metropoli americane. Secondo alcuni racconti, come quello del tassista Gianluca Garofalo riportato dalla stampa locale, da fine luglio quartieri come Tor Sapienza sarebbero stati invasi da assuntori con questi sintomi.
Le voci di quartiere hanno persino tracciato una presunta mappa dello spaccio, indicando come base logistica lo stabile occupato di via Cesare Tallone, un luogo da mesi al centro delle cronache per degrado e criminalità. Secondo questa narrazione, gruppi di rider arriverebbero da tutta Roma per rifornirsi nell’edificio, per poi radunarsi a piazza De Cupis e spostarsi verso le piazze di spaccio del Quarticciolo.
Questa mappa della paura, tuttavia, si scontra con i dati oggettivi delle forze dell’ordine. Nello stabile di via Cesare Tallone, così come nel resto della Capitale, non è stata trovata alcuna dose di Fentanyl.
La spiegazione clinica e investigativa alle scene riprese dai cittadini risiede in altre sostanze: sul mercato romano circolano droghe chimiche e sintetiche che provocano negli assuntori effetti psicotropi del tutto simili a quelli dell’oppioide. Tra queste spiccano la shaboo, il crack o l’MDMA, regolarmente sequestrate dalle pattuglie.
Prefetto e Questore di Roma frenano la psicosi fentanyl: “Servono prove, non sentiment”
A sgombrare il campo dagli allarmismi sono intervenuti direttamente il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, e il questore Roberto Massucci. “Da tutti i sequestri che abbiamo fatto, sia in importanti operazioni complesse sia su strada, non abbiamo mai rilevato tracce di Fentanyl”, ha chiarito Giannini. Il prefetto non sottovaluta il furto avvenuto all’Israelitico, definito “molto grave”, ma invita a contestualizzare le immagini che circolano in rete: “A prescindere dall’autenticità dei video, purtroppo sono tante le sostanze stupefacenti che hanno effetti simili. Il problema però esiste: non averlo ancora trovato non significa che un domani non si tenterà di introdurlo. Ci vuole attenzione massima per intercettare eventuali cambiamenti sul territorio”.
Sulla stessa linea il questore Massucci, che punta il dito contro il rischio di generare un panico ingiustificato diffondendo fake news: “Il monitoraggio costante e l’elevatissimo numero di sequestri smentiscono la presenza del Fentanyl sul mercato romano. Bisogna stare attenti: denunciare dei fenomeni richiede evidenze investigative e scientifiche certe e non quello che può essere il sentiment delle persone, accreditando un valore a effetti che possono essere riconducibili ad altre sostanze”.
Nessuna epidemia di “droga degli zombie”, dunque, ma resta la grave piaga delle dipendenze, per la quale Massucci invoca un approccio corale: “Il fenomeno richiede il massimo impegno da parte delle forze dell’ordine, ma anche da parte delle strutture educative. Bisogna intervenire sui consumatori”.
Un impegno comunque che le forze dell’ordine stanno portando avanti, nonostante la psicosi social non aiuti nell’identificare con chiarezza le vere sostanze che stanno avvelenando le piazze della Capitale.



