Omicidio a Torino, tre persone fermate per il cadavere fatto a pezzi

sabato, 26 Settembre 2026
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Mistero e orrore a Torino, dove il corpo senza vita di un uomo di 39 anni è stato trovato, fatto a pezzi, all’interno dell’appartamento di una professoressa originaria di Rieti. La vittima è Fabio Colapietro, originario di Chivasso e residente da tempo a Settimo Torinese. Per la vicenda la Procura di Torino ha disposto il fermo di tre persone.

Al centro dell’inchiesta c’è Nicole Formichetti, insegnante di italiano all’Istituto Tommaso D’Oria di Ciriè. A scuola, secondo le testimonianze raccolte, nelle ultime settimane era stata notata per il suo atteggiamento particolarmente riservato e non si era presentata in classe dall’inizio dell’anno scolastico.

A far scattare l’intervento della polizia è stata la telefonata della madre di un 26enne, Christian Matheus De Oliveira Morando, che avrebbe riferito agli agenti che il figlio le aveva confessato di aver fatto «molto male a qualcuno». Il giovane, rintracciato dalla polizia, avrebbe ammesso l’omicidio e accompagnato gli investigatori nell’abitazione di via Gulli.

Ad aprire la porta è stata proprio Formichetti, proprietaria dell’alloggio. Una volta entrati, gli agenti hanno trovato il corpo della vittima completamente smembrato. Alcuni resti sarebbero stati nascosti all’interno di blocchi di cemento, mentre altri erano contenuti in sacchi neri nella vasca da bagno. Sequestrati anche una mannaia e diversi coltelli. Secondo i primi accertamenti medico-legali, Colapietro sarebbe stato ucciso a coltellate e bastonate.

Tre persone fermate

Oltre al 26enne, ritenuto il principale indiziato per omicidio e soppressione di cadavere, sono state fermate una ragazza di 22 anni e Nicole Formichetti. Per entrambe le donne le accuse riguardano il favoreggiamento e il concorso nella soppressione del cadavere. Per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire il movente e la dinamica. Il giovane avrebbe parlato inizialmente di una colluttazione nata durante un tentativo di rapina o furto. Tra le ipotesi al vaglio c’è però anche quella di un incontro legato a sesso e droga, in particolare anfetamine, degenerato nell’omicidio.

Restano da chiarire anche il luogo esatto dell’aggressione e il momento della morte. I vicini hanno raccontato di un frequente via vai di persone nell’appartamento di via Gulli nei giorni precedenti al ritrovamento. La Squadra Mobile ha effettuato ulteriori perquisizioni e prosegue gli accertamenti, mentre la Procura mantiene il massimo riserbo sull’inchiesta.

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