Legge elettorale alla Camera. Magi: “Sciopero della fame”. Voto finale tra il 7 e l’8 ottobre | Video

mercoledì, 30 Settembre 2026
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CAMERA DEI DEPUTATI, AULA, RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE VOTO FINALE

È iniziata nell’aula di Montecitorio la discussione generale sulla riforma della legge elettorale. Domani, attorno alle 12, si terrà il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni — per le quali potrà essere richiesto il voto segreto — mentre nel pomeriggio una riunione dei capigruppo definirà nel dettaglio il calendario dei lavori della settimana successiva. Previsti tre voti di fiducia: il voto finale è atteso tra il 7 e l’8 ottobre.

Il provvedimento, che introduce un sistema con capilista bloccati e preferenze parziali, un premio di maggioranza e nuove soglie per la raccolta delle firme, è già stato oggetto di aspre polemiche sia in commissione sia fuori dall’aula. Il testo approda in aula in un contesto politico che rende tutt’altro che scontato l’esito della votazione finale: con il cosiddetto “Stabilicum”, il margine della maggioranza è incerto. Decisivo sarà capire se l’europarlamentare Roberto Vannacci voterà con il centrodestra, e quali scelte compirà il fronte centrista, a partire da Matteo Renzi e Carlo Calenda.

Legge elettorale continua il confronto, maggioranza e opposizione ai ferri corti

Il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè ha escluso la possibilità di elezioni anticipate perché è certo che il governo otterrà la fiducia. “Mi aspetto una prova di lealtà rispetto a ciò che è stato condiviso da questa maggioranza e dunque non penso che si dovrà ricorrere al voto perché la maggioranza dimostra la sua maturità”, ha dichiarato.

Il presidente della Regione Calabria e vice segretario di Forza Italia Roberto Occhiuto ha lanciato un segnale verso l’area liberal-riformista, citando esplicitamente Carlo Calenda e Luigi Marattin. “Ho stima di tutti i riformisti, anche di Calenda e qui oggi c’era Marattin”, ha detto Occhiuto a margine della presentazione del suo libro a Roma aggiungendo che Forza Italia avrebbe “il compito di chiamare a raccolta tutti quelli che vogliono lavorare insieme” per rafforzare “questa parte della politica che purtroppo non ha un’offerta politica”.

ll deputato di Futuro Nazionale Rossano Sasso ha annunciato voto contrario, in coerenza con le posizioni espresse nelle scorse settimane. “Non è una legge che prevede le preferenze pure, è un maquillage con cui il centrodestra è anche parte del centrosinistra. Pensano di prendere in giro gli italiani. Noi non ci stiamo”, ha dichiarato Sasso.

Il collega di partito Edoardo Ziello ha spiegato di aver votato contro anche in commissione: “Siamo assolutamente contrari a queste preferenze meticce, ibride che di fatto non andranno a garantire che i prossimi eletti saranno scelti dal popolo”, ha precisato, aggiungendo che il suo partito punterà su candidati eletti prevalentemente con le preferenze.

Più Europa parla di colpo di stato elettorale ed il segretario Riccardo Magi ha usato toni durissimi contestando in particolare l’aumento delle firme necessarie per presentare le liste al Senato, quadruplicate rispetto alla soglia precedente: “Saranno richieste 450.000 firme per presentarsi alle elezioni, quando in Parlamento abbiamo forze politiche che hanno preso meno di 300.000 voti”, ha detto Magi, annunciando un digiuno per chiedere al Parlamento di fermarsi “almeno sulla parte più odiosa”, ovvero la mancata possibilità di raccogliere le firme in formato digitale. “Da oggi inizio lo sciopero della fame finché non si fermeranno”.

La deputata Carmela Auriemma, vicepresidente del gruppo M5S e relatrice di minoranza, ha attaccato frontalmente il provvedimento. “La nuova legge elettorale è stata scritta non solo per provare a favorire il centrodestra nel suo complesso, ma addirittura per riportare dentro il Parlamento le stesse persone che oggi siedono in Parlamento”, ha dichiarato Auriemma, definendo il premio di maggioranza di 105 parlamentari “del tutto illogico” e le preferenze introdotte “una presa in giro”. Ha inoltre criticato l’eliminazione dell’equilibrio di genere tra i capilista: “Forza Italia e Lega hanno molti più uomini che donne tra gli eletti e quindi scrivono la legge in modo tale da garantirsi mano libera per ricandidare e rieleggere tanti uomini”, ha concluso.

Matteo Richetti, intervenendo in dichiarazione di voto in commissione Affari Costituzionali, ha annunciato il no di Azione. “Il lavoro della maggioranza sulla legge elettorale è incomprensibile sia per come si è sviluppato il dibattito parlamentare, sia per gli effetti e i risultati che porterà”, ha dichiarato Richetti, citando tra i punti critici l’eliminazione dell’equilibrio di genere, l’introduzione implicita del premierato e la disomogeneità delle coalizioni previste dal testo.

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