Schlein agli alleati: «Uno non vale uno, noi abbiamo il doppio dei voti». Gabrielli scende in campo con Ruffini

venerdì, 2 Ottobre 2026
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Il centrosinistra si muove su due fronti: da una parte la partita sulla leadership e sul programma dell’alleanza, dall’altra l’arrivo di nuove figure che puntano ad allargare il campo. A segnare la giornata sono le parole pronunciate da Elly Schlein nella relazione alla direzione del Pd e la scelta di Franco Gabrielli.

Davanti alla direzione dem, la segretaria ha tracciato la linea ai partner della coalizione. La priorità, ha spiegato, è il programma: l’alleanza progressista non è «una sommatoria di sigle o un cartello elettorale», ma un progetto che deve diventare un patto vincolante per tutti, con la Costituzione come bussola e non un programma «contro gli avversari». Il lavoro, ha aggiunto, va fatto sui territori, insieme ad amministratori e mondo associativo. «Prima il programma, poi la guida», la formula con cui Schlein prova a spostare il confronto dai nomi ai contenuti.

Il messaggio agli alleati, e in particolare a Giuseppe Conte e al Movimento 5 Stelle, è però netto. Nella discussione sul programma bisogna essere inclusivi, ma «uno non vale uno»: il Pd si è guadagnato il ruolo di primo partito dell’opposizione, ha rivendicato la segretaria nella relazione, con il doppio dei voti delle altre forze tra europee, regionali e comunali. E ha rilanciato: se il Pd fosse ancora fermo al 14% dei sondaggi di gennaio 2023, il dibattito sarebbe lo stesso? A suo giudizio no. Per Schlein guida la coalizione chi prende un voto in più; in alternativa, ha detto, il partito è pronto anche alle primarie.

Schlein ha poi ricordato di aver proposto il percorso agli alleati a novembre 2025, dopo le regionali, mentre qualcuno ha scelto un cammino proprio concluso solo a settembre di quest’anno. Quanto all’unità, ha parlato di un partito «più unito che mai» e ha ribadito che il Pd andrà al governo «solo con la nostra alleanza di sinistra, non con le larghe intese».

Sul fronte programmatico, la segretaria ha annunciato battaglia sulla legge di bilancio, definita «la più elettorale e al contempo la più povera», promettendo una proposta alternativa accanto a ogni critica. Tra le priorità indicate ci sono nidi, sanità pubblica e ricerca, un piano per il recupero delle case popolari e una legge sugli affitti brevi. Sul caso Regeni ha chiesto al governo di far rispettare la sentenza e di pretendere dall’Egitto il risarcimento. Più cauta la questione della politica estera e del riarmo, tema di confronto con gli alleati: Schlein si è detta sicura che si troverà «una sintesi alta».

Intanto, sul versante dei nuovi ingressi, Franco Gabrielli annuncia in un’intervista al Corriere della Sera la decisione di impegnarsi in politica. L’ex capo della Polizia non si muoverà «in solitaria», ma accompagnerà il progetto di Ernesto Maria Ruffini, nel quale dice di aver riconosciuto «valori molto vicini ai miei». Lo fa, precisa, senza chiedere ruoli o garanzie: «prima viene il progetto, poi il resto». Avrebbe potuto, spiega, attendere un governo che gli affidasse un incarico, ma ha preferito impegnarsi in prima persona.

Gabrielli ricorda un passato politico giovanile, dai 14 ai 24 anni nel Movimento giovanile della Democrazia cristiana, prima di scegliere di servire il Paese nelle istituzioni per trentotto anni, con l’articolo 54 della Costituzione come riferimento: «disciplina e onore». Sulle informazioni accumulate nel suo incarico precisa che appartengono allo Stato e restano protette dalla legge e dal dovere di riservatezza, e sui dossieraggi è netto: non li ha mai praticati e non fanno parte della sua cultura istituzionale. Rivendica invece un’esperienza che comprende protezione civile, intelligence, gestione delle emergenze e funzionamento della macchina pubblica. L’obiettivo dichiarato è rendere più largo il centrosinistra.

Due mosse diverse, dunque, per un campo che prova a consolidarsi mentre si avvicina la stagione decisiva. Da un lato la rivendicazione del peso del Pd davanti alla propria direzione, dall’altro la ricerca di nuove energie che guardano al centro. Resta da capire come queste spinte si comporranno nel programma comune.

Vittorio Zenardi

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