Proteste studentesche, dalla Francia all’Italia: mobilitazioni fino al 20 novembre

sabato, 3 Ottobre 2026
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La protesta degli studenti francesi inizia a varcare i confini nazionali e potrebbe aprire una nuova stagione di mobilitazioni anche in Italia. Liceali e universitari italiani hanno annunciato una serie di iniziative in solidarietà con i coetanei francesi, con un calendario destinato a culminare nello sciopero studentesco internazionale del 20 novembre. «Saremo in piazza al fianco delle realtà giovanili e studentesche di tutta Europa in una grande mobilitazione contro guerra, militarismo e repressione», hanno fatto sapere le organizzazioni coinvolte.

La mobilitazione in Francia è partita il 21 settembre dal liceo Saint-Exupéry di Créteil, nel dipartimento della Val-de-Marne. Al centro della protesta ci sono la carenza di insegnanti, le classi sovraffollate, le condizioni degli edifici scolastici e le difficoltà legate all’accesso all’università. In pochi giorni la protesta si è allargata a livello nazionale, coinvolgendo centinaia di istituti.

Alle manifestazioni si sono poi aggiunti episodi di tensione e violenza, con incendi, danneggiamenti, lancio di oggetti contro le forze dell’ordine e scontri in diverse città, tra cui Nantes, Strasburgo, Le Havre, Marsiglia e Tolosa. In alcuni casi sono stati danneggiati gli istituti scolastici e sono dovuti intervenire i vigili del fuoco. Il ministro dell’Istruzione francese Édouard Geffray ha definito legittime le ragioni iniziali della protesta, sostenendo però che il movimento sarebbe stato successivamente infiltrato o strumentalizzato da gruppi politici radicali.

Le richieste degli studenti riguardano soprattutto il rafforzamento dell’istruzione pubblica: più docenti e personale scolastico, classi meno numerose, edifici adeguati, orari meno pesanti e maggiori risorse. Nel mirino anche Parcoursup, la piattaforma utilizzata per le candidature all’istruzione superiore, considerata da molti studenti una fonte di pressione e incertezza.

I sindacati studenteschi francesi hanno intanto chiesto di proseguire la mobilitazione in assenza di «misure concrete» da parte del governo. L’Union syndicale lycéenne ha invitato gli studenti a continuare le manifestazioni. Una nuova giornata di mobilitazione nazionale è prevista per il 6 ottobre, con l’adesione anche di Cgt e Solidaires.

La protesta arriva in Italia

Anche in Italia il clima si prepara a cambiare. Il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ha disposto un rafforzamento dei dispositivi di sicurezza per gli eventi già programmati, mentre sotto osservazione sono finite anche le mobilitazioni studentesche annunciate in diverse città.

Le prime iniziative sono previste a Genova, con un’assemblea operativa nazionale e internazionale insieme ai lavoratori portuali, e a Roma, alla Bocca della Verità. A Napoli, nel cortile della Federico II, e a Torino gli studenti si preparano invece a scendere in campo anche sul tema del caro affitti.

La Rete degli studenti medi del Lazio ha annunciato nuove mobilitazioni nelle scuole e nelle piazze per il 17 ottobre e il 20 novembre. La Rete degli studenti italiani ha espresso solidarietà ai manifestanti francesi e annunciato una serie di iniziative fino al 20 novembre, mettendo al centro i temi dell’istruzione, del welfare, delle spese militari e delle condizioni delle nuove generazioni.

«A tutti gli scioperanti in Francia: siamo al vostro fianco. Diserteremo le loro guerre. Soldi alle scuole, non alle armi», hanno dichiarato dalla Rete degli studenti, rilanciando una mobilitazione che punta a collegare le proteste dei giovani italiani e francesi.

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