Trump fa pace con Meloni: «Mi è sempre piaciuta». E apre all’Europa sul diesel

sabato, 3 Ottobre 2026
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Donald Trump cambia tono nei rapporti con gli alleati europei e, alla vigilia di una nuova tappa del suo tour elettorale in vista delle elezioni di metà mandato, manda segnali di apertura sia sul fronte energetico sia nei rapporti con i governi del Vecchio Continente.

Prima di partire per l’Alabama, il presidente americano ha assicurato che gli Stati Uniti non intendono bloccare le esportazioni di diesel verso l’Europa. Trump ha spiegato che l’ipotesi di uno stop alle forniture non sarebbe mai stata realmente presa in considerazione, allontanando così i timori emersi nelle ultime settimane sulla possibilità di nuove tensioni nel mercato dei carburanti.

Il presidente Usa ha inoltre accolto positivamente la decisione dei Paesi europei di utilizzare parte delle proprie riserve strategiche di petrolio e prodotti raffinati per aumentare l’offerta sul mercato e contribuire a contenere i prezzi. Trump ha definito “eccezionale” il comportamento degli alleati europei, sottolineando l’importanza dell’intervento coordinato sulle scorte energetiche.

Nel corso dell’incontro con i giornalisti è arrivato anche un messaggio diretto alla presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni. Trump ha dichiarato che Meloni gli è “sempre piaciuta”, ribadendo al tempo stesso la solidità dei rapporti tra Washington e Roma. Le parole del presidente americano arrivano dopo mesi caratterizzati da alcuni momenti di confronto tra gli alleati occidentali su questioni legate alla sicurezza, alla Nato e alla crisi in Medio Oriente.

L’apertura di Trump si inserisce dunque in una fase delicata per i mercati energetici e per gli equilibri internazionali. Il presidente americano punta a mantenere il coordinamento con gli alleati mentre resta alta l’attenzione sull’andamento dei prezzi di benzina e diesel, tema particolarmente sensibile anche sul piano interno in vista delle imminenti elezioni di metà mandato.

Le dichiarazioni arrivano inoltre a pochi giorni dalle decisioni del G7 sulle riserve strategiche, con i Paesi membri impegnati in un’azione coordinata per aumentare temporaneamente la disponibilità di carburanti e ridurre la pressione sui mercati.

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