A distanza di 19 anni dall’omicidio di Chiara Poggi, per i suoi genitori il responsabile resta Alberto Stasi. Rita Preda e Giuseppe Poggi sono tornati a parlare del delitto di Garlasco e della nuova inchiesta aperta dalla Procura, ribadendo la propria posizione ma senza chiudere la porta a eventuali nuove conclusioni della magistratura.
«A noi la giustizia ha dato un colpevole, per noi è Stasi. Se questa nuova indagine, questa Procura ci darà un nuovo colpevole, ne prendiamo atto», hanno spiegato i genitori della giovane, uccisa nell’agosto del 2007.
Giuseppe Poggi ha ricordato il lungo percorso giudiziario affrontato dalla famiglia, con cinque processi nell’arco di otto anni culminati nella condanna definitiva di Stasi. «Non è che ci intestardiamo. Se la giustizia ci darà un nuovo colpevole, ne prenderemo atto», ha sottolineato, precisando però che l’apertura di una nuova indagine non modifica automaticamente quanto stabilito dai precedenti procedimenti.
Sulla stessa linea Rita Preda: «Per noi è quello. Fino a quando la giustizia non ci darà un altro nome». Una posizione che, nelle parole dei genitori, non significa rifiutare gli sviluppi investigativi, ma attendere che siano eventuali nuove prove e decisioni giudiziarie a cambiare il quadro.
Durante l’intervista, la coppia ha spiegato di aver scelto di tornare a parlare pubblicamente soprattutto per riportare al centro la figura della figlia. «Di Chiara si è parlato troppo poco», hanno sostenuto, lamentando come nell’ultimo anno e mezzo l’attenzione si sia concentrata quasi esclusivamente sulla nuova inchiesta, sulle ipotesi investigative e sulle persone coinvolte.
Da qui anche le critiche a quello che i coniugi Poggi hanno definito un «circo mediatico», che a loro giudizio avrebbe raggiunto negli ultimi mesi livelli persino superiori a quelli della prima fase dell’indagine. La famiglia, invece, ha scelto a lungo il silenzio per consentire agli investigatori di lavorare.
Particolarmente dolorose, per Rita Preda, sono state alcune ricostruzioni e indiscrezioni che avrebbero finito per danneggiare la memoria della figlia. La madre ha parlato di una narrazione nella quale Chiara sarebbe progressivamente passata in secondo piano, citando anche il coinvolgimento del fratello Marco Poggi nelle recenti ricostruzioni come un’ulteriore fonte di sofferenza.
I genitori hanno inoltre denunciato gli attacchi ricevuti sui social, rivolti non solo alla famiglia ma anche ai legali e ai consulenti che li hanno assistiti nel corso degli anni. «Non è giusto», ha affermato Rita Preda, ringraziando chi è rimasto al fianco della famiglia nonostante le polemiche.
Sul piano personale, infine, non ci sarebbe al momento alcuna intenzione di incontrare Alberto Stasi o sua madre. Dopo la condanna definitiva, i rapporti si sono interrotti e, secondo quanto riferito dai genitori di Chiara, non ci sarebbero stati contatti diretti da parte dell’ex fidanzato della ragazza.
