Merz a Kiev contro le minacce: “Putin fermi la guerra”. USA vogliono trilaterale

lunedì, 5 Ottobre 2026
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VOLODYMYR ZELENS'KYJ ZELENSKY PRESIDENTE DELL'UCRAINA, FRIEDRICH MERZ CANCELLIERE DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz è giunto ieri a sorpresa a Kiev per riaffermare il sostegno di Berlino all’Ucraina, mentre la capitale ucraina è ancora sotto attacco: in mattinata un drone russo ha colpito il ponte Nord sul Dnipro durante il transito di veicoli, ferendo due persone. La visita si è svolta in un clima di escalation dichiarata, con Mosca che minaccia di intensificare i raid e intima ai diplomatici stranieri di lasciare la città.

Sullo sfondo, gli Stati Uniti spingono per un nuovo ciclo di colloqui trilaterali con Ucraina e Russia entro la fine di ottobre, a livello tecnico, presumibilmente negli Emirati Arabi Uniti. Zelensky ha confermato di reagire “positivamente” alla proposta, ma nei circoli diplomatici le aspettative restano basse, considerate le posizioni massimaliste di Mosca e i risultati finora nulli della coppia di mediatori americani Witkoff-Kushner.

“Potete contare su di noi”: il messaggio di Merz a Kiev è un avviso a Putin

“L’Ucraina sta affrontando settimane decisive”, ha dichiarato Merz in conferenza stampa congiunta con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Sono qui per portarvi un messaggio: potete contare su di noi”. Il cancelliere ha poi rivolto un appello diretto al Cremlino: “Signor Putin, ponga fine a questa guerra priva di senso. Siamo pronti ai colloqui”.

Merz ha visitato l’edificio dell’Accademia Nazionale delle Scienze dell’Ucraina, nel centro di Kiev, colpito nei giorni scorsi da un attacco russo. “Questi attacchi barbari contro la popolazione civile ucraina devono cessare. Si tratta di crimini di guerra quotidiani”, ha commentato.

Il pacchetto da 1,3 miliardi: armi, droni e energia

Sul tavolo Merz ha portato un pacchetto di aiuti complessivo da oltre 1,3 miliardi di euro. Circa un miliardo è destinato al sostegno militare, incluse armi a lungo raggio, droni da combattimento e tecnologia satellitare, “in modo che l’Ucraina possa colpire anche le piattaforme di lancio russe”, ha precisato il cancelliere. Altri 350 milioni andranno al settore energetico, per generatori, sottostazioni e lavori di riparazione in vista dell’inverno.

Berlino finanzierà inoltre la produzione congiunta di droni intercettori progettati per neutralizzare quelli a reazione russi. “Ciò rafforzerà in modo rapido e tangibile la difesa aerea dell’Ucraina”, ha assicurato Merz, “e questo rafforzamento è urgentemente necessario”.

Il cancelliere era accompagnato dalla ministra dell’Economia Katherina Reiche per la firma di accordi di partnership nel settore della difesa. Merz ha sottolineato la natura reciproca della cooperazione: “La Germania aiuta l’Ucraina ma anche l’Ucraina aiuta noi. Con la sua esperienza nella difesa contro i droni, ma anche con commesse per l’industria tedesca del valore di miliardi”. Zelensky ha confermato la stessa lettura: “La Germania non sta solo aiutando l’Ucraina: ci stiamo aiutando a vicenda”.

Mosca minaccia escalation e intima ai diplomatici di andarsene

La visita è arrivata dopo che Mosca ha diffuso una nota in cui avvertiva che chi decide di visitare la capitale ucraina “si espone consapevolmente a un pericolo mortale”, un’intimidazione rivolta di fatto ai leader stranieri e alle rappresentanze diplomatiche presenti in città.

La contro risposta del Cremlino è stata immediata e diretta. Il ministero della Difesa di Mosca ha annunciato che “gli attacchi contro le installazioni militari e industriali, nonché contro le infrastrutture ad esse collegate, a Kiev e in altre regioni dell’Ucraina, saranno intensificati”. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha aggiunto: “Siamo pronti a combattere anche per lo 0,01% del territorio del Donetsk”.

Zelensky ha risposto con durezza: “Ora i russi stanno attaccando i ponti: pensano davvero che non reagiremo? Sono davvero sorpreso da questo desiderio sfrenato di inasprire la situazione ogni singolo giorno”.

Le ambasciate occidentali hanno respinto compattamente l’intimidazione russa. “Insieme agli altri capi missione a Kiev, prendiamo atto con preoccupazione della minaccia del Ministero degli Esteri russo. La Russia è vincolata dalla Convenzione di Vienna e dal diritto internazionale umanitario. Restiamo a Kiev”, si legge nella nota ufficiale dell’ambasciata tedesca. Dichiarazioni identiche sono giunte dalla rappresentanza italiana, firmata dal capomissione Carlo Formosa, e da quelle estone e polacca.

L’ambasciatrice dell’Ue in Ucraina, Katarina Mathernova, ha scandito: “Restiamo a Kiev. Così come tutte le altre ambasciate europee, siamo in stretto contatto”. Tuttavia, secondo quanto riferito dal Guardian in via riservata da due alti diplomatici, sarebbero in corso elaborazioni di piani di emergenza per trasferire le missioni a Leopoli o nella Polonia orientale qualora la Russia dovesse prendere deliberatamente di mira le sedi diplomatiche straniere. “La situazione sta peggiorando rapidamente”, ha dichiarato uno dei diplomatici interpellati.

Merz pronto a incontrare Putin, anche USA chiedono trilaterale

Merz non ha escluso un possibile incontro con Putin a margine del vertice del G20 di dicembre a Miami. “Dipende dalle circostanze. Non sappiamo ancora se Putin parteciperà”, ha dichiarato all’emittente tedesca ARD. Il cancelliere ha avvertito che se l’Europa non riuscirà ad affrontare le sfide attuali, “questo continente non avrà alcuna possibilità di mantenere la pace, la libertà e la prosperità”. Quanto ai contatti diplomatici già avviati, tra cui il recente incontro a New York tra il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul e l’omologo russo Sergej Lavrov, Merz ha osservato che “la propaganda russa si stava già facendo beffe di questo colloquio” e che la risposta deve essere “forza, perseveranza e dimostrare che la Russia non ha alcuna possibilità di vincere questa guerra”.

Nel frattempo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che gli Stati Uniti intendono promuovere un nuovo ciclo di colloqui con Ucraina e Russia per porre fine al conflitto in corso da quattro anni e mezzo, prevedendone lo svolgimento entro la fine di ottobre. “La parte americana è attualmente in contatto con Ucraina e Russia e propone di organizzare un incontro a livello tecnico in formato trilaterale entro la fine di ottobre”, ha riferito Zelensky ai cronisti ribadendo come l’urgenza di sedersi faccia a faccia con Putin sia sempre più impellente.

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