Botta e risposta tra Tommaso Cerno e Roberto Vannacci sulle fasce protette in televisione, con il direttore del Giornale che torna sulla vicenda nell’editoriale di oggi, “Il mondo invertito”. Il confronto è nato dalle critiche del giornalista alle proposte di Futuro Nazionale sui contenuti televisivi e si è esteso all’orientamento sessuale di Cerno, al quale Vannacci si è riferito utilizzando l’espressione “gusti invertiti”.
Nelle dichiarazioni rese all’Adnkronos, il leader di Futuro Nazionale ha negato di voler impedire alle persone omosessuali di comparire in tv, precisando che le restrizioni proposte riguarderebbero i contenuti trasmessi nelle fasce orarie a tutela dei minori e si applicherebbero a tutti. Cerno ha replicato accusandolo di ricorrere a riferimenti personali anziché rispondere alle sue osservazioni nel merito. Al direttore hanno espresso solidarietà diversi esponenti della politica, tra cui il presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha sottolineato come il dissenso politico non giustifichi attacchi alla sfera privata. Le dichiarazioni hanno suscitato anche l’intervento del consiglio di amministrazione della Rai, che le ha definite offensive e discriminatorie, ribadendo che l’orientamento sessuale non può essere utilizzato per delegittimare una persona o il suo ruolo professionale. Vannacci ha respinto questa lettura, negando l’intento offensivo delle proprie parole e accusando la Rai di volerlo censurare, per poi ribadire che la proposta del partito riguarda la tutela dei bambini.
Su questi temi il direttore Cerno torna nell’editoriale del 7 ottobre, riprendendo l’espressione usata nei suoi confronti e contestando a Vannacci di adottare un linguaggio simile a quello degli avversari politici che critica. Il direttore richiama inoltre i voti del generale in Parlamento, sostenendo che lo avvicinino alle posizioni della sinistra.
Confronto duro tra Vannacci e Cerno sull’omofobia
