Camera approva la legge elettorale: le interviste a maggioranza e opposizione | Video

giovedì, 8 Ottobre 2026
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L’approvazione della nuova legge elettorale accende lo scontro a Montecitorio. La riforma è stata approvata con 227 voti a favore e 164 contrari, al termine di un voto finale a scrutinio segreto. Applausi dalla maggioranza; proteste delle opposizioni, che hanno alzato in aula cartelli con la scritta “Legge truffa”. Da una parte il centrodestra festeggia il consolidamento del governo, dall’altra le opposizioni annunciano ricorsi. Ai microfoni de Lo Speciale, ecco le voci e i botta e risposta dei protagonisti.

Legge elettorale approvata alla Camera, le video interviste

A difendere il testo è la ministra Maria Elisabetta Alberti Casellati, che ai cronisti in piazza, tra cui quelli de Lo Speciale, spiega: “Abbiamo alzato l’asticella al 42%. Quando si dice che, con il premio di maggioranza, tutti gli organi di garanzia costituzionale saranno decisi da noi, o da chi vince, si dice una falsità, perché il massimo premio di maggioranza che potrà esserci, partendo dal 42%, sarà circa il 9%. La parità di genere, invece, è garantita: la garantiranno i partiti, perché sarà una responsabilità esclusivamente politica valorizzare i talenti delle donne, come il centrodestra ha sempre fatto. Penso a me stessa, come prima presidente del Senato”.

Tommaso Foti (FdI) commenta così l’esito del voto: “Un voto per confermare quello che è stato un costante impegno parlamentare: scendere nel merito della legge elettorale e fare proposte che avessero un senso. Le opposizioni oggi sono state compatte nella sconfitta”. Ed è lapidario a chi gli chiede del voto: “Guardi in Italia nel 2027 sicuramente si deve votare, non perché lo dice questa legge elettorale, ma perché lo impone la Costituzione. Bisogna essere rispettosi delle prerogative costituzionali del Capo dello Stato”.

Sempre per Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli attacca duramente la sinistra: “Vedremo, tra coloro che si sono lamentati della scarsa rappresentanza femminile, quante capolista donne metteranno alla fine. Fratelli d’Italia ha sempre dato spazio alle donne, anche perché il nostro leader è una donna. A quanto hanno raccontato oggi in aula, secondo loro l’attenzione verso le donne si misura da quante donne alcuni leader uomini mettono nelle liste. In realtà il governo Meloni ha avuto attenzione per le donne, perché si è raggiunto il massimo dell’occupazione femminile. Alcune donne di sinistra pensano che difendere le donne voglia dire solo difendere il proprio posto in Parlamento, la propria poltrona. Difendere le donne vuol dire finalmente arrivare a 10 milioni di donne occupate, il massimo storico mai raggiunto in Italia, e questo è grazie a Giorgia Meloni. Siamo entrati nella Terza Repubblica. L’obiettivo ora è finire la legislatura”.

Per Raffaele Nevi di Forza Italia, la tenuta della maggioranza è solida: “Voi andate troppo appresso alla sinistra, e loro confidano sempre che noi ci spacchiamo, ci distruggiamo, eccetera; invece avviene sempre il contrario. Sono loro che non sono d’accordo su nulla, mentre noi abbiamo una compattezza che nei momenti cruciali si dimostra sempre fortissima. Siamo soddisfatti: abbiamo fatto una buona legge elettorale per il Paese, che garantirà stabilità e governabilità a chi ha l’onore e l’onere di guidarlo. L’ha detto anche Meloni, oltre a Tajani, che si vota a fine legislatura. Questa è una legge per l’Italia, per fare in modo che il governo abbia la possibilità di governare. Questo è il punto fondamentale. Noi siamo per la stabilità. Fin dai tempi di Berlusconi abbiamo puntato su leggi elettorali che garantissero stabilità, perché la stabilità è un valore”.

Minimizza le paure istituzionali Stefano Candiani della Lega: “Se ne dicono tante. Ogni volta la legge elettorale è quella che farà precipitare il Paese: la fine della democrazia, l’autarchia, tutto quello che vuoi. Non è mai stato così e non lo sarà neanche questa volta. Perché bisogna temere la Corte Costituzionale? È un elemento di garanzia per tutti”.

Voce fortemente critica nel campo della destra è quella di Emanuele Pozzolo di Futuro Nazionale: “Non siamo al fianco della sinistra, ma siamo al fianco del popolo italiano,che vorrebbe tornare a eleggere i propri rappresentanti in Parlamento. Peccato che anche questa volta, a suon di fiducia, sia stato impossibile contribuire, da parlamentari, da deputati e da senatori, alla stesura dello strumento procedurale essenziale per le elezioni, cioè la legge elettorale”. Sui ricorsi aggiunge: “Questo lo valuterà eventualmente il Capo dello Stato o la Corte costituzionale. Ci sono dei punti probabilmente critici, ma il punto centrale è che qui non stiamo votando né lo Stabilicum né il Melonellum: è un Pasticcellum, che non è né carne né pesce. È stato annunciato come reintegro delle preferenze, cosa che non è. Ci sono i capilista bloccati per blindare alcune segreterie di partito. Non cambia nulla; anzi, se cambia, cambia in peggio”.

Sull’altro fronte, Lorenzo Guerini del Pd guarda ai prossimi passi: “Fatta la legge, ora bisogna fare la coalizione. Vedremo intanto se la legge andrà avanti, perché ci sarà anche l’esame della Corte costituzionale, quindi aspettiamo anche quello. Dopodiché, non ci stiamo attrezzando per il voto: ci attrezzeremo costruendo il programma comune e facendo le primarie, perché questa ormai è la strada tracciata, e saremo competitivi”.

Il suo collega di partito, Arturo Scotto, attacca invece nel merito: “Dalla destra non ci aspettiamo regali. La verità è che hanno cambiato la legge elettorale perché sapevano di perdere con il vecchio sistema, e ora provano a rimescolare le carte, mentre le priorità del Paese sono tutt’altre: l’inflazione alimentare, i salari troppo bassi, la bolletta energetica. Invece loro riscrivono da soli le regole del gioco perché vogliono vincere a tavolino, ma non ce la faranno”.

Annuncia battaglia Angelo Bonelli: “Faremo ricorso alla Corte costituzionale, perché questa legge è incostituzionale, e passeremo attraverso i tribunali della Repubblica”. Sulle primarie invece spiega: “No, io non cambio mai idea: continuo a pensare che le primarie non siano lo strumento più adeguato. Non ho l’abitudine di imporre il mio punto di vista, ma sento la profonda preoccupazione di segnalare che bisogna trovare una modalità diversa. Su una cosa però siamo tutti d’accordo, e nei prossimi giorni assisteremo certamente a un’accelerazione per la costruzione del programma del centrosinistra”.

Conclude in maniera molto netta Leonardo Donno del M5S: “Noi l’abbiamo già detto: siamo pronti. Questo governo sta cercando in tutti i modi di rimanere imbullonato alla poltrona, anzi ha già approvato questa legge elettorale per questo: vogliono evitare di perdere le prossime elezioni, ma saranno gli italiani a mandare a casa Giorgia Meloni e il suo governo. Avete visto oggi questo festeggiamento vergognoso. I cittadini italiani, fuori, vedono festeggiare, mentre pensavano magari a un provvedimento in loro favore, per aiutare chi non ce la fa ad arrivare alla terza settimana del mese, le imprese in crisi, gli agricoltori che piangono e protestano nelle piazze. E invece festeggiavano perché hanno approvato la legge elettorale. Una vergogna”.

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