Non si fermano gli attacchi russi contro l’Ucraina. Nella mattinata di giovedì 8 ottobre, un raid attribuito alle forze di Mosca ha colpito un autobus civile a Kramatorsk, nella regione orientale del Donetsk, provocando la morte di almeno 12 persone e il ferimento di altre 14. A riferirlo sono le autorità locali ucraine, secondo quanto riportato dall’agenzia Ukrainska Pravda.
L’attacco è avvenuto in una delle aree maggiormente esposte ai combattimenti, dove la popolazione continua a convivere con bombardamenti e continui allarmi. Il bilancio delle vittime resta provvisorio e potrebbe aggravarsi nelle prossime ore.
Intanto, nella notte, nuovi attacchi russi hanno colpito anche Kiev. Un drone ha raggiunto un edificio residenziale nel quartiere di Desnyanskyi, provocando un incendio e danneggiando parte della struttura. Secondo il Servizio statale di emergenza ucraino, due persone hanno perso la vita e altre quattro sono rimaste ferite, tra cui due bambini. I soccorritori sono riusciti a mettere in salvo 22 persone, otto delle quali minorenni.
Si aggrava anche il bilancio del bombardamento che mercoledì ha colpito un edificio residenziale a Pryluky, nella regione settentrionale di Chernihiv. Le autorità ucraine hanno confermato almeno 22 morti, tra cui cinque bambini, e 54 feriti. Le squadre di emergenza proseguono le operazioni tra le macerie alla ricerca di eventuali superstiti.
Sul fronte diplomatico, le prospettive di una soluzione negoziata rimangono incerte. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato che, al momento, non sembrano esserci le condizioni per raggiungere un accordo tra Mosca e Kiev, pur ribadendo la disponibilità degli Stati Uniti a favorire un eventuale percorso diplomatico.
A oltre quattro anni dall’inizio dell’invasione russa, il conflitto continua dunque a provocare vittime e distruzione, mentre i nuovi bombardamenti sulle città ucraine confermano la gravità della situazione sul terreno e le difficoltà nel raggiungere una tregua.
