Prove tecniche di disgelo e di alleanza nel centrosinistra. L’evento “60 under 30”, organizzato alla Link Campus University di Roma, si trasforma nel palcoscenico per le grandi manovre del “campo largo”. I protagonisti assoluti sono la segretaria del Pd, Elly Schlein, e il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che mandano segnali di compattezza in vista delle prossime sfide elettorali, mentre gli alleati tracciano i confini della coalizione. Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, si sfila dalle indiscrezioni sul suo conto come federatore del campo largo e Alessandro Onorato chiarisce il perimetro di Progetto Civico Italia nel centrosinistra e pronto per le primarie, che chiede anche Angelo Bonelli di Avs per il quale non ci sono terzi nomi ma viene prima il programma.
Il siparietto in prima fila tra Conte e Schlein: “Niente da nascondere”
Giuseppe Conte ed Elly Schlein si sono visti seduti vicini in prima fila durante gli ultimi interventi della kermesse, parlando fitto e invitando i fotografi a non disturbare con i flash, perché volevano prestare la massima attenzione ai ragazzi sul palco. I due hanno ascoltato e applaudito i rispettivi interventi. Si tratta del secondo incontro in poche ore, dopo quello avvenuto a Milano in mattinata. Un segnale di vicinanza che la leader dem ha liquidato con un sorriso ai cronisti mentre lasciava la sede del campus: “Non abbiamo niente da nascondere, ci sentiamo spesso”.
La rotta tracciata dalla segretaria del Partito Democratico guarda dritta alle urne. Rispondendo a chi le chiedeva i tempi per il voto e le primarie, Schlein è stata netta: “Guardate le elezioni nel paese, prima è meglio è. L’ho sempre detto, non è una notizia”. Ci saranno altre due occasioni nel weekend per sedere uno accanto all’altra, prima alla festa de Il Manifesto e poi a quella di Fanpage. Chissà se sul palco ci sarà modo della resa dei conti dopo l’ormai famoso “uno non vale uno” della Schlein che diversi malumori ha provocato nella base pentastellata, ma anche in Avs.
La leader dem ha poi colto l’occasione per lanciare un duro monito sulla politica internazionale, attaccando l’amministrazione Usa uscente: “Ci tenevo a dire che è gravissimo e inaccettabile che gli Stati Uniti di Donald Trump abbiano deciso di sanzionare la Corte Penale Internazionale. Noi chiediamo l’attivazione dello statuto di blocco. La Commissione Europea può intervenire e ci appelliamo affinché lo faccia per neutralizzare gli effetti di queste sanzioni inaccettabili nel territorio europeo. Non siamo i soli a chiederlo, lo stanno chiedendo in tanti. Si è aggiunto da poco anche la voce del governo del Belgio. Ho visto parole di condanna anche da parte di altri governi. Bisogna che difendiamo la giustizia internazionale perché chi attacca la giustizia internazionale sta attaccando il diritto internazionale, perché lo vuole sostituire con la legge del più ricco e del più forte. Noi questo non lo possiamo accettare perché ci riporterebbe alle pagine più buie della storia dell’umanità”.
Conte: “Al governo per trovare la sintesi”
Poco distante, Giuseppe Conte si è fermato a dialogare con uno studente, affrontando proprio il nodo delle divisioni interne all’opposizione rispetto alla compattezza del centrodestra. “Anche nel governo in carica le divergenze sono tantissime”, ha sottolineato l’ex premier. “In tutti i progetti, soprattutto di riforme più importanti, che si tratti di politica estera, di politica interna, che si tratti di giustizia, che si tratti di sicurezza ci sono delle sensibilità molto diverse. È inevitabile questo. Quindi il tema è cercare di trovare una sintesi e di costruire un percorso”. A chi gli faceva notare che, nel centrosinistra, questa sintesi non sia stata ancora trovata, Conte ha replicato lapidario: “Questo perché non siamo ancora al governo”.
Il leader pentastellato ha poi delineato la sua visione per l’alleanza: “Il mio obiettivo te lo dico sarà questo: lavorare sì a una sintesi, ma che sia comunque un progetto progressista, la differenza che io faccio tra forza progressista e forza di destra conservatrice è che non possiamo consentirci il mantenimento dello status quo. Cioè la forza progressista per me è una forza che lavora costantemente non per eliminarle, che è utopistico, per ridurre le diseguaglianze e le iniquità”. Il confronto si è poi chiuso con lo studente che ha chiesto all’ex presidente del Consiglio una foto ricordo.
Onorato e Gualtieri altri due volti di punta del campo largo
Sul fronte del “campo civico e riformista”, interviene Alessandro Onorato, fondatore di Progetto Civico Italia e coordinatore nazionale del movimento che punta a creare il centro del centrosinistra l. A margine dell’evento, Onorato respinge al mittente le polemiche sul passaggio del senatore M5s al Gruppo Misto creando una compagine del movimento: “L’unico ‘escamotage’ è stata una norma anticostituzionale nella legge elettorale per non permettere a nuove formazioni politiche di potersi presentare alle elezioni”.
Il leader del movimento Civico ringrazia quindi il Movimento 5 Stelle: “Grazie al M5s per avere risposto all’appello che avevamo rivolto a tutte le forze del centrosinistra, che hanno dato massima attenzione. Questa risposta – sottolinea – è preziosa per avere regole quasi uguali agli altri. Certi numeri di firme non le hanno mai raccolte quelli che sento commentare, grazie a norme a tavolino”.
Mentre si discute di alleanze, c’è chi frena sulle investiture terze. È il caso del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Sulle voci che lo vorrebbero come possibile “federatore”, Onorato chiarisce: “Gualtieri federatore? Potrebbe guidare anche la Nasa dopo aver amministrato bene Roma, ma non è corretto tirarlo per la giacchetta. Noi siamo pronti come Progetto Civico Italia a partecipare alle primarie, non sarà un nome imposto ma scelto”.
Dal canto suo, il primo cittadino capitolino anche lui ospite spiega “Ho già risposto…ovviamente credo nel campo largo” ribadendo di volersi ricandidare a sindaco e preferisce concentrarsi sui contenuti e sulle emergenze giovanili, rispondendo anche sulla proposta M5s dei 15mila euro ai neodiciottenni: “Non la conosco, la studieremo. Io penso che c’è un grande tema di investire sull’autonomia e l’autodeterminazione dei giovani, perché i giovani se ne vanno dall’Italia se non va bene. Se ne fanno per tante ragioni, ma ce ne sono due di fondo che superano tutte le altre: la qualità del lavoro e la crisi dell’abitazione, con contratti sottopagati e Comuni lasciati soli”.
Gualtieri rivendica poi le priorità programmatiche: “In fase di tensioni sui mercati finanziari la finanza pubblica deve stare attenta e bisogna investire sui servizi pubblici perché hanno un moltiplicatore di efficacia delle risorse. Noi ovviamente abbiamo una proposta sull’abbonamento per tutti a 50 euro in tutta Italia: costa quanto ridurre di 17 centesimi le accise sul diesel per un anno e ha un impatto concreto, tangibile sulle tasche delle persone”.
Bonelli blinda le primarie: “Nomi terzi non ce ne sono”
A blindare l’asse politico ci pensa infine Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra, che taglia corto sulle ipotesi di terzietà: “Non riteniamo che ci siano nomi terzi e quindi non commento nomi terzi per cui in questo momento quello che dobbiamo fare è costruire un programma perché tutti gli indicatori economici e macroeconomici di questo Paese sono drammatici”. “Nuovi terzi non ce ne sono – conclude Bonelli – occupiamoci del programma e siamo convinti che rispetto al profondo disagio sociale ed economico che c’è nel paese siamo nelle condizioni di costruire un cambiamento”, puntando l’acceleratore su sanità pubblica e lotta alla “destra climafreghista”.


