Mentre a Miami si lavora a una possibile tregua in Ucraina, Donald Trump apre un nuovo fronte diplomatico con Vladimir Putin e annuncia un accordo sulle forniture di gasolio russo. Washington sospenderà temporaneamente le sanzioni sul carburante fino ad aprile, con l’obiettivo dichiarato di ridurre i prezzi dell’energia. Una decisione che ha provocato la dura reazione di Volodymyr Zelensky, preoccupato che l’intesa possa favorire Mosca mentre proseguono i tentativi di fermare la guerra.
Il presidente americano ha presentato l’accordo come il risultato di un colloquio telefonico «di grande successo» con il leader del Cremlino. Secondo quanto annunciato da Trump sul social Truth, la Russia fornirà immediatamente oltre 300mila tonnellate di gasolio ai mercati americano e internazionale, altre 500mila a novembre e un milione di tonnellate successivamente. A queste si potrebbero aggiungere ulteriori tre milioni di tonnellate in tempi brevi.
Trump sostiene che l’intesa, insieme al controllo dello Stretto di Hormuz, consentirà di abbassare rapidamente e in misura significativa i prezzi del carburante. La sospensione delle sanzioni è stata confermata dal Dipartimento del Tesoro statunitense, che ha autorizzato temporaneamente le forniture russe.
Di tutt’altro avviso Zelensky, che ha criticato apertamente la scelta americana. «Regali a Putin non porteranno pace né alcun beneficio al mondo civile», ha scritto il presidente ucraino, sostenendo che Mosca potrebbe rispondere all’allentamento delle restrizioni con nuovi attacchi. «Permettere alla Russia di vendere prodotti petroliferi è un investimento in una guerra che deve essere terminata, non prolungata», ha aggiunto, chiedendo una vera de-escalation basata sulla reciprocità.
Secondo quanto riferito da fonti ucraine, a Kiev avrebbe sorpreso l’annuncio di Trump, arrivato proprio mentre una delegazione del Paese era impegnata nei colloqui con gli emissari americani. Il presidente ucraino ha ribadito che un alleggerimento delle sanzioni energetiche sarebbe stato accettabile se inserito in un accordo per fermare reciprocamente gli attacchi alle infrastrutture energetiche.
È proprio questo uno dei temi al centro degli incontri in Florida. Gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner hanno ricevuto rappresentanti ucraini ed europei per discutere nuove proposte di pace. Al tavolo sono presenti esponenti di Kiev, tra cui Kyrylo Budanov e Rustem Umerov, insieme a rappresentanti di Gran Bretagna, Francia, Germania, Nato e Unione europea. Tra gli obiettivi figurano una possibile tregua, la protezione delle infrastrutture energetiche in vista dell’inverno e le garanzie di sicurezza per l’Ucraina.
L’iniziativa arriva dopo l’allarme del segretario di Stato americano Marco Rubio, secondo cui il conflitto si trova in una fase di stallo pericolosa, con il rischio di una nuova escalation. «Non pensiamo che ci sia una soluzione militare al conflitto», aveva dichiarato, sottolineando la necessità di una via diplomatica.
Per Kiev, intanto, si avvicina un altro inverno difficile. I ripetuti attacchi russi contro centrali, reti elettriche, industrie, centri logistici e porti sul Mar Nero hanno provocato danni considerevoli alle infrastrutture. Zelensky ha assicurato che i lavori di ripristino proseguono giorno e notte, ma la situazione resta critica.
Mosca continua invece a opporsi a tregue temporanee e settoriali, sostenendo di voler raggiungere un accordo complessivo e duraturo. Il Cremlino punta a una soluzione che possa garantire stabilità nel lungo periodo, mentre Washington tenta di riaprire il dialogo. Resta da capire se la sospensione delle sanzioni sul gasolio potrà favorire un’intesa sui bombardamenti oppure se finirà per aumentare le tensioni tra gli Stati Uniti e Kiev proprio nel momento in cui si cerca una via d’uscita dalla guerra.
