Due dipendenti dell’azienda che gestisce il servizio di refezione scolastica a Capriate San Gervasio, in provincia di Bergamo, sono state reintegrate dal giudice del lavoro di Treviso dopo essere state licenziate per presunta omessa vigilanza in seguito al ritrovamento di larve di coleottero in un piatto di pasta al sugo servito in una scuola elementare di Roncade, nel Trevigiano.
Le lavoratrici avranno diritto al reintegro, al recupero delle 12 mensilità perdute, ai contributi e a un indennizzo per i danni morali. A riferire la decisione sono la Filcams Cgil di Treviso, alla quale si era rivolta una delle dipendenti, e lo studio legale Ernesto Fragano, che ha assistito l’altra lavoratrice.
Il caso delle larve nella pasta
L’episodio risale al 27 febbraio 2025, quando la presenza di alcune larve in un piatto di rigatoni al sugo fu segnalata attraverso una fotografia diffusa sui social. Il caso non è mai stato chiarito e l’azienda aveva ipotizzato un possibile sabotaggio.
Secondo quanto emerso nel procedimento, a incidere sulla decisione del giudice sarebbero state le irregolarità nella gestione dei licenziamenti, decisi prima della conclusione degli accertamenti, e la difficoltà oggettiva per le dipendenti di individuare gli insetti. I reperti documentati dai Carabinieri del Nas erano infatti meno di dieci, a fronte di circa 16 chilogrammi di pasta distribuiti in due teglie.
Il giudice: contaminazione di origine ignota
Come riepilogato dalla Filcams Cgil, il giudice ha ritenuto che non fosse esigibile dalla lavoratrice individuare le larve, presenti in numero molto limitato rispetto alla quantità di pasta preparata. È stata inoltre giudicata ragionevole la reazione alla prima segnalazione, considerando che la distribuzione del pasto era stata interrotta quasi subito.
Il tribunale ha dichiarato illegittimi i licenziamenti, ordinando il reintegro e il risarcimento del danno fino a un massimo di 12 mensilità. I legali delle lavoratrici hanno inoltre sottolineato che l’ipotesi del sabotaggio non sarebbe stata presa in considerazione, in assenza dei necessari presupposti. L’origine della contaminazione, secondo quanto riportato, resta dunque sconosciuta.
