Collari d’Oro, celebrati i successi azzurri. Fontana e Lollobrigida: “Puntiamo ai giochi 2030” | Video

lunedì, 12 Ottobre 2026
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Lo sport italiano celebra le sue eccellenze e guarda alle sfide del futuro, tra impegni olimpici, sviluppo delle infrastrutture e un ruolo sociale sempre più centrale. La cerimonia dei Collari d’Oro, ospitata al Centro di Preparazione Olimpica Giulio Onesti di Roma, è stata l’occasione per fare il punto sui traguardi raggiunti e sulle prospettive del movimento azzurro.

Il successo nasce dal lavoro di squadra, come ha sottolineato il presidente del CONI Luciano Buonfiglio a margine dell’evento: “Dietro ai successi dello sport italiano sta venendo fuori sempre di più l’armonia che siamo riusciti a costruire tra direzioni tecniche delle federazioni, direzioni sportive dei gruppi sportivi militari e dei corpi civili dello Stato, e il coordinamento della preparazione olimpica. L’armonia e la sinergia ci stanno portando ad essere protagonisti in tutte le discipline”. Buonfiglio ha poi rilanciato l’impegno per l’impatto sociale della pratica sportiva, proponendo “di mantenere viva una cabina di regia per poi proporre alle istituzioni e al governo magari una nuova visione dello sport nella sua interezza”, attenta ai giovani, alla terza età e alle categorie più fragili.

Un orgoglio condiviso dalle istituzioni presenti. Per il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, la spinta dei successi deve riflettersi sull’intera società. “Non è una giornata speciale, ma al tempo stesso è in continuità con quello che è successo fino a ieri e quello che succederà domani, cioè l’impegno di tutti per cercare di riconoscere i meriti a chi raggiunge i risultati e a quelli che concorrono ai risultati sportivi”, ha detto Abodi, indicando poi le priorità: “La cosa fondamentale è che la spinta che arriva dall’entusiasmo, dalla passione di questa mattinata si propaghi anche più diffusamente e soprattutto responsabilizzi ognuno di noi che può dare di più perché lo sport si diffonda. Venga praticato da tutti, nei luoghi del disagio sociale, nelle famiglie che non possono praticare sport, nelle scuole dove c’è sempre bisogno di più sport. Questo è l’obiettivo finale”.

Le interviste a Francesca Lollobrigida ed Arianna Fontana

La cerimonia è stata soprattutto la festa degli atleti, con i riflettori puntati sui prossimi traguardi. Ad attirare l’attenzione sono state due stelle del ghiaccio: Arianna Fontana e Francesca Lollobrigida, che hanno parlato a margine del premio con Lo Speciale. Salita sul palco per ritirare il riconoscimento del Coni, la fuoriclasse valtellinese dello short track ha tracciato un bilancio della sua carriera, arricchita da 14 medaglie olimpiche: “Tutte queste medaglie non le ho raggiunte da sola, scegliere una più dell’altra è difficile, sono tutte importanti e rappresentano il mio percorso. Sono riuscita a condividere queste medaglie con altri 15 compagni, forse la prima medaglia del 2006 è quella che porto più nel cuore”. Poi uno sguardo al futuro e a Milano-Cortina: “È stata un’esperienza incredibile. Rivivere un’Olimpiade in casa è stato un grande regalo. Me la sono goduta appieno di fronte a migliaia di italiani e alla mia famiglia. Sono fortunata per aver avuto una carriera lunga, non sono ancora sicura se Milano-Cortina è stata la mia ultima olimpiade, vedremo se ci sarà energia per un’altra”. La 36enne azzurra lascia così aperta la porta a una possibile partecipazione ai Giochi invernali del 2030 sulle Alpi francesi.

Stesso orizzonte, ma con una sfida personale ancora più grande, per Francesca Lollobrigida, pronta a tornare in gara da “doppia mamma”. “Riccardo è confermato, sarà un altro maschietto e nascerà tra fine novembre e i primi di dicembre – ha annunciato la campionessa -. L’idea è quella di continuare a gareggiare, la sfida è riuscire a tornare per battere di nuovo gli olandesi a casa loro nel 2030. Il divertimento deve stare alla base di tutto, altrimenti non inizierei questa nuova sfida”.
Decisivo, ha spiegato, il sostegno di una rete solida: “Per la mia esperienza personale è stato fondamentale un grandissimo lavoro di squadra. Con due figli sarà un po’ più complicato, ma sono sicura che la Federazione continuerà con il programma Atleta Mamma. Ho il supporto del mio centro sportivo dell’Aeronautica, del Coni, di mio marito e della mia famiglia: questo è l’essenziale”. Nessun rimpianto per il tempo trascorso in pista: “Sensi di colpa no, sto coinvolgendo molto di più il mio primo figlio che adesso pian piano cresce, responsabilizzandolo. Ho un bellissimo rapporto con mia sorella, quindi cercherò di indirizzare i miei figli su questo affinché si aiutino a vicenda”.

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