Il possibile ridimensionamento del sostegno americano all’Ucraina rischia di allontanare la pace anziché favorirla. È la posizione espressa dal ministro della Difesa Guido Crosetto in un’intervista alla Bbc, nella quale ha definito un «errore completo, un grave errore» la scelta degli Stati Uniti di limitare l’accesso di Kiev ai sistemi satellitari e alle informazioni di intelligence indispensabili per contrastare gli attacchi russi.
Secondo Crosetto, privare l’Ucraina di risorse fondamentali finirebbe per indebolirne la capacità di resistenza, convincendo Vladimir Putin di poter ottenere una vittoria militare. «La pace arriverà quando Putin sarà convinto che ci sia una situazione di stallo, che non possa avanzare ulteriormente», ha spiegato il ministro, avvertendo che qualsiasi segnale di debolezza potrebbe spingere Mosca a proseguire l’invasione.
Roma, intanto, conferma il proprio impegno. Crosetto ha assicurato che l’assistenza militare italiana proseguirà finché resterà in carica l’attuale governo, pur riconoscendo che ottenere il via libera parlamentare a nuove forniture potrebbe diventare più complicato con l’avvicinarsi delle elezioni. Il ministro ha inoltre condannato duramente le azioni russe, citando i bombardamenti contro ospedali, scuole e centrali elettriche e le vittime civili.
Sulla diffidenza di una parte dell’opinione pubblica italiana verso gli aiuti a Kiev, Crosetto ha puntato il dito contro la disinformazione russa, accusata di influenzare il dibattito politico e alimentare posizioni favorevoli a Mosca. Una strategia che, secondo il ministro, trova terreno fertile anche nelle difficoltà economiche dei cittadini, alle prese con il caro carburanti.
Sul fronte della sicurezza, Crosetto ha infine segnalato la portata degli attacchi informatici, parlando di centinaia di episodi ogni giorno. Ha invece escluso la natura dolosa dell’incendio divampato ad agosto in un deposito di armi alla periferia di Roma, attribuendolo a quella che ha definito «stupidità umana».
