Ex Ilva, cassa integrazione per altri 4.172 lavoratori: coinvolti 8.622 dipendenti

sabato, 17 Ottobre 2026
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Nuova stretta occupazionale per Acciaierie d’Italia, l’ex Ilva in amministrazione straordinaria. L’azienda ha chiesto di ampliare la cassa integrazione straordinaria a livello nazionale, coinvolgendo altri 4.172 dipendenti rispetto ai 4.450 già autorizzati. Il numero massimo dei lavoratori interessati salirebbe così a 8.622, con appena 1.004 persone mantenute in servizio per garantire la sorveglianza degli impianti, la sicurezza degli asset, gli adempimenti ambientali e amministrativi e la continuità produttiva.

La richiesta, trasmessa dai commissari Giancarlo Quaranta, Giovanni Fiori e Davide Tabarelli ai sindacati, alle Regioni interessate e ai ministeri competenti, viene motivata con la necessità di adeguarsi al provvedimento della Corte d’Appello di Milano che ha disposto lo stop dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto. La nuova misura dovrebbe decorrere dall’autorizzazione fino al 28 febbraio 2027, salvo proroghe.

Il sito pugliese sarebbe il più colpito: la richiesta riguarda 6.964 dipendenti su 7.875. A Genova gli interessati sarebbero 870 su 917, a Novi Ligure 515 su 542 e negli uffici di Milano 117 su 127. L’azienda precisa che 8.622 rappresentano il numero medio massimo di sospensioni contemporanee.

A Taranto, dove la cassa integrazione è già in corso per circa 3.500 persone, il nuovo scenario coinvolgerebbe quasi 7mila lavoratori tra operai, impiegati e intermedi. Particolarmente esposte le aree di fusione e dei servizi, mentre per la laminazione la richiesta interessa 1.079 dipendenti.

La comunicazione è arrivata ai sindacati al termine di cinque giorni di sciopero nello stabilimento tarantino e nell’indotto, accompagnati da proteste e blocchi stradali. Intanto, il decreto del governo prevede risorse per integrare fino al 70% della retribuzione dei lavoratori in cassa integrazione: 15 milioni di euro per gli ultimi tre mesi del 2026 e 30 milioni per il primo semestre del 2027. La relazione tecnica ipotizza una platea di 9.200 dipendenti sospesi a zero ore, un dato vicino all’intero organico aziendale.

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