Nuova escalation in Medio Oriente, tra incidenti nello Stretto di Hormuz, tensioni in Cisgiordania e tentativi di riaprire il dialogo tra Israele e Libano. Due petroliere sono state avvolte dalle fiamme nello strategico passaggio marittimo dopo aver urtato, secondo le informazioni diffuse, alcune mine. Teheran ha rivendicato il controllo dell’area e lanciato un duro avvertimento alle imbarcazioni che non rispettano le disposizioni iraniane. «La conseguenza della disobbedienza delle navi illegali alle normative iraniane nel Golfo di Hormuz è bruciare nel fuoco della fiducia dell’esercito terrorista americano», è il messaggio attribuito alle autorità iraniane.
La tensione si è estesa anche alla Cisgiordania, dove un gruppo di coloni israeliani mascherati e armati di bastoni ha attaccato una delegazione che comprendeva diplomatici europei nei pressi del villaggio palestinese di Taybeh, vicino a Ramallah. Secondo le informazioni diffuse dagli attivisti presenti sul posto e dalla radio militare israeliana, gli aggressori hanno lanciato pietre contro i veicoli diplomatici. Nel gruppo si trovavano rappresentanti di Belgio, Polonia e Francia, tra cui, secondo le stesse fonti, il console francese a Gerusalemme.
Sul fronte del conflitto con l’Iran, il presidente americano Donald Trump ha ribadito la convinzione che la guerra sia vicina alla conclusione. Durante un comizio al Dalton Municipal Airport, in Georgia, a sostegno dei candidati repubblicani in vista delle elezioni di metà mandato di novembre, il leader della Casa Bianca ha dichiarato che gli Stati Uniti conoscono ogni mossa di Teheran: «Sappiamo tutto quello che fanno. Sentiamo tutto quello che dicono». Trump ha quindi aggiunto che la questione si chiuderà «molto, molto presto», ribadendo che l’Iran non dovrà mai ottenere un’arma nucleare.
Intanto, si muove anche il fronte diplomatico tra Israele e Libano. Il presidente libanese Joseph Aoun ha confermato che i negoziati tra i due Paesi, sostenuti dagli Stati Uniti, dovrebbero riprendere martedì 20 ottobre. Secondo quanto riportato da MTV Libano, gli incontri potrebbero svolgersi a Tampa, in Florida. La ripresa dei colloqui rappresenterebbe un nuovo tentativo di ridurre le tensioni in una regione attraversata da scontri e crisi che continuano a coinvolgere più fronti.
