Meta, dal 30 ottobre i siti delle aziende potranno servire ad addestrare la sua intelligenza artificiale

lunedì, 19 Ottobre 2026
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Le nuove condizioni dei servizi commerciali citano esplicitamente crawler e scraper. Gli editori temono la concorrenza dei propri stessi contenuti e non possono rifiutare senza rinunciare agli strumenti di Meta.

A partire dal 30 ottobre, chi usa i servizi commerciali di Meta accetterà condizioni d’uso più ampie. Il gruppo di Mark Zuckerberg potrà impiegare strumenti automatizzati per raccogliere e analizzare i contenuti dei siti web collegati agli account aziendali su Facebook, Instagram, Messenger e WhatsApp. Quei materiali potranno servire anche ad addestrare i sistemi di intelligenza artificiale della società.

La modifica riguarda imprese, professionisti e testate giornalistiche che usano le piattaforme Meta per raggiungere il pubblico e portare lettori sui propri siti. Secondo tre esperti di diritto sentiti dal Nieman Lab, le nuove clausole potrebbero consentire a Meta di acquisire contenuti editoriali per sviluppare i propri prodotti di AI. Il testo parla apertamente di crawler, bot e web scraper, cioè software capaci di visitare i siti associati agli account, copiarne i materiali e seguirne gli aggiornamenti, con lo scopo di sviluppare, migliorare e addestrare i prodotti dell’azienda.

Il timore del settore dell’informazione è che Meta possa rimettere in circolo quei contenuti attraverso i propri servizi, facendo concorrenza alle fonti originali. C’è poi un problema di libertà di scelta: al momento gli editori non possono rifiutare le nuove condizioni e continuare a usare gli strumenti commerciali. Chi non accetta deve rinunciare ai prodotti Meta per fini aziendali, con il rischio di perdere visibilità e traffico verso i propri siti.

Meta, da parte sua, sostiene che l’aggiornamento non modifica le modalità con cui raccoglie i contenuti e che le disposizioni sullo scraping erano già presenti in altri documenti contrattuali. L’azienda ricorda inoltre che i proprietari dei siti possono limitare l’accesso dei crawler tramite il file robots.txt. Gli esperti, però, dubitano che sia chiaro come queste indicazioni tecniche si rapportino alle nuove autorizzazioni previste dal contratto.

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