Dopo il successo europeo per 4-0 contro il Salisburgo e la vittoria casalinga in campionato contro l’Atalanta per 3-2, il Milan si appresta a scaldare i motori in vista della terza giornata di UEFA Europa League.
Giovedì 22 ottobre i rossoneri scenderanno in campo contro il Bournemouth, guidato dal tecnico tedesco Marco Rose, che non può certamente vantare una partenza particolarmente brillante in Premier League, ma trova tuttavia consolazione in un ottimo avvio nella vecchia Coppa UEFA.
Il semaforo verde è sempre più vicino e le due squadre sembrano aver completato gli ultimi giri di prova. Non resta che scoprire chi riuscirà a spuntarla.
Nel frattempo, Ruben Amorim, tecnico del Milan, ha aperto le danze con la consueta conferenza stampa prepartita, offrendo indicazioni e riflessioni in vista della sfida di domani. Al fianco dell’allenatore, il numero 8 rossonero Ruben Loftus-Cheek, intervenuto per raccontare le proprie sensazioni alla vigilia dell’incontro.
*Conferenza stampa di Ruben Amorim e Ruben Loftus-Cheek*
Bournemouth-Milan | Europa League | 21 ottobre 2026 | 19:15 |
1. Amorim: le condizioni degli infortunati e l’impiego di Cisse
Ruben Amorim: «Vedremo domani. Gonçalo Ramos non ha niente di eccessivamente grave. La situazione di Chukwueze è un po’ diversa, vedremo nei prossimi giorni e faremo una valutazione.
Però, in generale, tutte le squadre europee che giocano in varie competizioni hanno problemi con gli infortuni. Per questo stiamo cercando di fare una rotazione e cerchiamo di preparare ogni giocatore al meglio per giocare.
Cisse, come detto, giocherà domani, però la posizione la scoprirete domani».
2. Amorim: l’importanza della sfida contro il Bournemouth
Domanda: «Dopo la vittoria, arriva una sfida contro un avversario di Premier League, quindi un avversario complesso. Siamo al terzo turno, quindi in una fase importante. Ritiene che questa sfida possa già essere decisiva per la competizione?».
Ruben Amorim: «Non lo so, ogni partita sarà decisiva. Siamo alla terza partita, ne abbiamo ancora molte da giocare.
Sicuramente affronteremo una squadra di qualità diversa. Hanno un certo passo, sono conosciuti per il loro ritmo, per la qualità nelle transizioni e hanno davvero diversi top player.
Certo, sarà una partita diversa, però dobbiamo essere pronti ad affrontarli, a seguire il loro passo, il loro ritmo.
Non direi che è decisiva, però sicuramente è importante per noi, per capire la nostra squadra, per capire il team e per far sì che tutti siano pronti ad affrontare partite di alto livello.
Non è una partita necessariamente decisiva per la competizione, ma è importante per la nostra stagione».
3. Loftus-Cheek: esperienza e responsabilità nelle grandi partite
Domanda: «Una domanda per Ruben. Tu sei un giocatore che ha tanta esperienza e sei partito proprio da qui, dall’Inghilterra. Ricordo anche una partita strepitosa contro il Paris Saint-Germain, una grande notte europea da parte tua.
Si parla di assenze, di difficoltà e di giocatori anche molto giovani. Vuoi prenderti la responsabilità di una gara così delicata, mettendo a disposizione tutta la tua esperienza? Ti senti pronto per trascinare domani sera il Milan?».
Ruben Loftus-Cheek: «Sì, adesso sono un giocatore con esperienza. Grazie per non aver detto la mia età!
Però sì, sento la responsabilità in campo e anche all’interno della squadra in generale, questa responsabilità di portare la mia esperienza.
Penso che queste siano le partite in cui l’esperienza è fondamentale, perché sono partite difficili, con questa atmosfera ostile.
È una grande partita, soprattutto per loro, perché c’è un forte attaccamento emotivo a questa sfida.
Quindi voglio aiutare la squadra il più possibile».
4. Amorim: le potenzialità di Cisse
Domanda: «Una domanda per il mister. Che potenzialità ha questo ragazzo? Dove può arrivare? Queste notti internazionali come possono aiutarlo a brillare ancora di più?».
Ruben Amorim: «Penso che la prima cosa da fare sia non ingigantire la situazione e non mettere ulteriore pressione sui giocatori più giovani.
Chiaramente voi fate il vostro lavoro come giornalisti, però parlo di noi come club, staff tecnico e non solo.
Dobbiamo aiutare i giocatori più giovani a capire che il calcio è una montagna russa, quindi tutto può cambiare in qualsiasi momento.
Lui sicuramente è all’inizio di qualcosa. Siamo al 50% delle sue potenzialità. Può giocare con entrambi i piedi, però ci sono delle cose che ancora non fa a un certo livello, a un livello più alto, perché non ha ancora l’esperienza per farlo.
Quindi diamogli tempo. Però, in generale, sta facendo bene, sta sorprendendo molto.
La cosa principale è che dobbiamo capire che il calcio cambia molto rapidamente, quindi bisogna lavorare duramente nel corso della settimana e poi ci sarà sempre più spazio per lui per giocare nella squadra.
Però, come detto, è ancora solo al 50% delle sue potenzialità».
5. Amorim: il ritorno in Inghilterra e l’esperienza al Manchester United
Domanda: «Buonasera Ruben, bentornato in Inghilterra. È la prima volta che torni da quando hai lasciato il Manchester United. Hai avuto l’opportunità di riflettere su cosa è successo a Old Trafford?
Avevi molta popolarità tra i tifosi. Come valuti il tuo periodo in Inghilterra? Magari capisci un po’ la situazione di Carrick al momento?».
Ruben Amorim: «In generale penso che la cosa importante sia che io sia qui come allenatore del Milan ed è una cosa che devo rispettare, chiaramente.
L’unica cosa da dire al momento sul Manchester United è che mi concentro soltanto sul Milan.
L’unica cosa che posso dire è che ho amato il Manchester United, ho amato l’atmosfera e quello che è successo non cambia la mia esperienza positiva.
L’unica cosa che dirò è che sono andato avanti e sono in un’altra grande squadra.
E questo tipo di club, il Milan, ha già altri problemi da risolvere. Quindi adesso mi concentro sulla mia vita, sulle nostre vite, perché, come sapete, in ogni grande squadra i problemi sono sempre dietro l’angolo.
Quindi mi concentro sul mio lavoro, sulla mia squadra, sui miei giocatori e sul mio staff, e non penso alle altre squadre.
Non importa quello che è successo in passato con lo United. Quello che ho detto quando ho firmato per lo United è ancora valido: è un club che ho amato davvero».
6. Amorim: le caratteristiche del Bournemouth di Marco Rose
Domanda: «Guardando invece al Bournemouth, una squadra che hai affrontato quattro volte a livello professionale, come pensi sia cambiata adesso con Marco Rose?».
Ruben Amorim: «Ci sono alcune cose, alcuni dettagli che non considero parte del gioco, però sento lo stesso ritmo, lo stesso passo, la stessa pressione.
Se conoscete Marco, è sempre il suo modo, il suo stile. Insomma, il pressing fa parte della loro identità.
Hanno molta qualità nell’uno contro uno e stanno facendo anche molto bene a livello di acquisti, di nuovi giocatori, a livello di scouting.
Quindi non vedo molte differenze nell’identità.
Ci sono alcune cose diverse, anche perché alcuni giocatori sono andati via e altri sono arrivati, però la loro identità si concentra sulla qualità, sul passo e sul ritmo.
C’è una certa qualità. È una sorta di test per noi e sono contento di vedere i miei giocatori in campo, anche con una rotazione.
Abbiamo la responsabilità di lottare per la vittoria».
7. Loftus-Cheek: la crescita personale dopo l’addio al Chelsea
Domanda: «Un’altra domanda per Ruben. Hai lasciato il Chelsea tre anni fa, volevi provare qualcosa di nuovo, di diverso. Adesso giochi per il Milan, un grande club.
Quanto sei cambiato come persona rispetto a quando eri al Chelsea, sia in campo che fuori?».
Ruben Loftus-Cheek: «Sicuramente mi sono sviluppato come giocatore e come essere umano.
Come giocatore, chiaramente, il campionato è differente. Ti devi adattare al campionato, devi adattare il tuo modo di giocare a calcio in modi che non avresti potuto utilizzare in un altro Paese.
In Italia giocano in maniera diversa. Però è qualcosa che apprezzo veramente.
Come essere umano, invece, sono andato in un altro Paese, cosa che tanti inglesi non hanno fatto.
Quindi, imparando una lingua nuova, lavorando con allenatori diversi e vivendo uno stile di vita diverso, sono cresciuto anche come uomo.
E il cibo è meglio!».
8. Loftus-Cheek: l’esperienza con la Nazionale inglese
Domanda: «Ruben Loftus-Cheek, hai detto che sei cresciuto come giocatore e recentemente abbiamo visto sempre di più la tua presenza in Nazionale. Sempre più giocatori convocati in Nazionale non giocano in Inghilterra. Cosa puoi dirci sulla tua esperienza con la Nazionale?».
Ruben Loftus-Cheek: «Non è il mio primo pensiero, possiamo dire. Il Milan, come club, merita tutta la mia attenzione in questo momento.
È un periodo in cui abbiamo tantissime partite. Siamo in una grande squadra e quindi sentiamo la pressione della vittoria, del dover vincere.
Quindi, in tal senso, sono concentrato su questo. Se giochi bene, poi le cose andranno da sé e ci saranno opportunità anche con la Nazionale.
La mia totale concentrazione è sul Milan».
9. Amorim: l’esperienza in Inghilterra e il talento di Loftus-Cheek
Domanda: «Ruben, apprezzo quello che hai detto sul Manchester United. Adesso che sei tornato in Inghilterra, senti di essere una persona diversa, un allenatore diverso rispetto a quando sei andato via, oppure sei la stessa persona?».
Ruben Amorim: «Il problema con Ruben è che non crede di poter giocare in Nazionale. Lo sento nella sua voce, ma ha il talento per farlo.
Volevo dire questo innanzitutto: è un ragazzo veramente di talento. Il problema forse è più nella testa che nel corpo, nelle sue competenze.
Quindi penso che, se si toglie questo pensiero dalla testa, possa giocare veramente in qualsiasi Nazionale, perché è veramente talentuoso.
Però deve fare questo passo e comunque è ancora giovane. Le persone non capiscono che ha ancora una carriera molto lunga davanti a sé. Quindi, secondo me, lo può fare.
Poi, ovviamente, quando hai più esperienza sei un allenatore diverso. Non penso di essere una persona diversa, perché questo non cambia.
Però ho più esperienza, capisco meglio il calcio e questo mi aiuterà in futuro nella gestione dei problemi.
Il Milan ha questo tipo di contesto, è un contesto che ci aiuterà anche qui a gestire la situazione.
Tuttavia, penso di essere la stessa persona, con un po’ più di esperienza in alcune cose».
10. Amorim: le scelte tecniche e le rotazioni
Domanda: «Ci spiega perché ha scelto Estupiñán rispetto a Bartesaghi? In che cosa lo vede più debole e quali sono invece le sue caratteristiche migliori?».
Ruben Amorim: «Principalmente per aspetti tecnici che vedo.
Bartesaghi è un corridore, mentre Estupiñán è un po’ diverso come giocatore. Va più a creare collegamenti, vede i dettagli e cerca di creare equilibrio. Si stanno alternando nelle partite. Domani ne vedrete uno, poi contro l’Udinese ne vedrete un altro dei due. Quindi a volte sono semplicemente le caratteristiche che vogliamo vedere in campo per ogni partita.
Un giocatore deve essere comunque pronto a giocare».
11. Amorim: le parole di Rabiot e la crescita del Milan
Domanda: «Le parole di Rabiot nel post-partita hanno colpito molto: una squadra che vuole crescere, che vuole ottenere grandi risultati, è una squadra che non si accontenta.
Le chiedo se in questi giorni ha preso spunto da quelle parole per parlare ai suoi calciatori, arrivando a questa sfida che lei ha definito un bel banco di prova per vedere a che punto siete e se siete cresciuti».
Ruben Amorim: «No, ogni partita ha una storia diversa.
Quindi non possiamo pensare che nella partita successiva andremo necessariamente a migliorare qualcosa che abbiamo visto nella gara precedente.
Dopo il 3-1 avevamo il possesso del pallone e non eravamo più in pericolo.
Dobbiamo migliorare sotto alcuni aspetti e ci sono delle cose che dobbiamo comprendere dal punto di vista tattico e tecnico.
Questo ci aiuterà a controllare le partite, anche a livello mentale.
Quindi domani non abbiamo niente da dimostrare rispetto alla partita precedente.
Dobbiamo concentrarci sulla partita che giocheremo domani. Dobbiamo cercare di vincere, in una competizione che è importante per noi.
E se non avremo altri infortuni, ancora meglio. Così potremo affrontare anche la partita successiva».
12. Loftus-Cheek: gli infortuni, la fiducia e la condizione fisica
Domanda: «Ruben, volevo chiederti una cosa. Un collega mi ha ricordato la famosissima partita contro il Paris Saint-Germain di qualche anno fa.
Come ti senti? Perché nelle ultime stagioni hai avuto diversi infortuni che non ti hanno permesso di essere al 100% e questo ti è costato anche in termini di fiducia.
Oggi Ruben Loftus-Cheek come si sente?».
Ruben Loftus-Cheek: «Penso che nel corso di tutta la mia carriera abbia avuto molti problemi con gli infortuni.
Credo che questa sia stata la sfida più grande che ho dovuto affrontare nel corso delle stagioni.
Riuscire a sentirmi bene è stata la difficoltà principale, stagione dopo stagione.
Purtroppo è andata così. Il mio corpo è fatto in questo modo e devo accettarlo.
Però penso di poter migliorare anche mentalmente, accettare meglio queste situazioni, giocare con maggiore fiducia e credere di più nelle mie capacità.
Oggi mi sento bene. Adesso sto bene.
In generale, in questa stagione mi sono sentito bene. Mi sento bene quando sono in campo, quindi voglio dare il 100% per la squadra, il 100% per me stesso e giocare bene».
13. Loftus-Cheek: cosa è cambiato nel Milan rispetto alla scorsa stagione
Domanda: «Domenica scorsa avete disputato una bellissima partita, con un’intensità quasi da Premier League. Volevo chiederti: cosa è cambiato, dallo spogliatoio al campo, rispetto all’anno scorso?».
Ruben Loftus-Cheek: «Penso che quest’anno abbiamo molta fiducia in noi stessi e nell’allenatore.
Crediamo maggiormente nelle nostre capacità. Crediamo di più nella possibilità di ottenere buoni risultati. Tutta la squadra si sente unita.
Lo percepisco anche nello spogliatoio, lo sento quando ci alleniamo. Sento questa volontà di ottenere buoni risultati e di migliorare ogni giorno. Sono sicuro che l’allenatore sarà d’accordo con me. È qualcosa che percepiamo anche in campo, anche quando magari stiamo attraversando un momento difficile, quando il primo tempo non è andato bene. Possiamo comunque percepire questa fiducia.
Poi questo si può vedere anche in campionato.
Ci sono sicuramente delle cose che possiamo migliorare, però la traiettoria che abbiamo intrapreso, la direzione che abbiamo preso, è positiva».
Fine della conferenza stampa.
«Grazie, buona serata».
La parola passa ora al campo. Il Milan di Ruben Amorim è chiamato a confermare quanto di buono mostrato nelle ultime uscite, consapevole di affrontare un avversario tutt’altro che arrendevole. Il tecnico portoghese non considera la sfida decisiva, ma certamente importante per comprendere il livello di maturità raggiunto dalla squadra. Una maturità che passa anche dall’esperienza di giocatori come Ruben Loftus-Cheek, pronto a mettere le proprie qualità al servizio dei compagni. Si aspetta il verdetto del manto verde.
Edoardo Pizzigallo



