(Adnkronos) – “È un dolore che non passerà mai, ho imparato a conviverci. Lo vivo ogni giorno, con alti e bassi. Si va avanti, ma è molto difficile”. Così Claudia Galanti, ospite oggi a Verissimo, ha parlato del suo profondo dolore provocato dalla morte della sua bambina, Indila, scomparsa nel 2014 a soli nove mesi dalla sua nascita.
In un secondo la sua vita è stata stravolta. Era il primo dicembre quando Galanti si trovava in aeroporto, al ritorno da un viaggio con le sue amiche alle Seychelles. La showgirl ha raccontato nel salotto di Silvia Toffanin, che i suoi tre figli erano rimasti a Parigi con il compagno e padre Arnaud Mimran, con cui al momento della scomparsa della figlia non aveva una relazione.
Galanti ha saputo della morte della figlia da una chiamata. “Mi hanno detto ‘tua figlia è morta, devi arrivare presto’. Non volevo crederci, poi ho passato il telefono alla mia amica e quando l’ho vista svenire ho capito che mi stavano dicendo la verità. Non ho più mantenuto la calma, ero impazzita”, ha raccontato la modella che rischiava di non poter partire. “Mi hanno imbarcato per un volo diretto per Parigi ma sono stata legata alla sedia”. La modella ha ricordato quel viaggio come un vero incubo: “Non riuscivo a controllarmi, da lì è cominciato il dramma. È stato molto duro per diversi anni”.
La causa della morte della figlia è stata svelata dopo un esame del sangue, perché dall’autopsia non c’era alcun trauma cranico. “Indila aveva un batterio dal sangue che purtroppo è identificabile solo attraverso la febbre. La bimba non ce l’aveva e quindi non avevamo capito che stesse male”. Un dramma senza fine perché dopo un mese dalla morte il compagno Arnaud Mimran è stato arrestato.
Tutto questo dolore l’ha spinta a entrare nel tunnel della dipendenza: “Mi sono rifugiata nell’alcool. Calmavo la mia testa e il mio dolore con il vino. Mi addormentavo con la bottiglia di vino, era il mio unico modo per calmarmi. Poi mi sono resa conto che stavo esagerando”. Da quel momento si è affidata a un esperto e ha scoperto di avere uno shock post traumatico per il quale ha iniziato a seguire una terapia “che piano piano ha curato ogni male”.



