Sparatoria nella Sibaritide, uccisa la moglie di Damiano Pepe: lui è grave

sabato, 24 Ottobre 2026
1 minuto di lettura

Torna la paura nella Sibaritide, in Calabria, dove nella notte un commando armato ha fatto irruzione in un’abitazione e ha aperto il fuoco contro Damiano Pepe, 64 anni, considerato un esponente di spicco del cosiddetto clan degli Zingari. Nell’agguato ha perso la vita la moglie, Silvana Sibarelli, di 60 anni, mentre l’uomo è rimasto gravemente ferito. L’episodio riaccende l’allarme in un territorio segnato da anni di faide e violenze.

L’esatta ricostruzione dell’accaduto è ancora al vaglio degli investigatori. Secondo le prime informazioni, gli aggressori sarebbero entrati nell’abitazione iniziando immediatamente a sparare. La donna è stata raggiunta dai proiettili e non è sopravvissuta, mentre Pepe ha riportato ferite gravi.

Dopo l’allarme, i soccorritori sono intervenuti e hanno trasportato il 64enne all’ospedale di Corigliano-Rossano, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza. Successivamente, vista la gravità delle sue condizioni, è stato disposto il trasferimento all’ospedale di Cosenza. L’uomo sarebbe in condizioni serie, ma non in pericolo di vita.

I carabinieri di Cassano allo Jonio stanno lavorando per chiarire la dinamica dell’agguato. Restano da stabilire quante persone abbiano preso parte all’azione, come siano riuscite a entrare nell’abitazione e quale percorso abbiano seguito per fuggire. Gli investigatori sono impegnati anche a individuare il possibile movente e a ricostruire il contesto in cui è maturato l’attacco. Al momento non vengono avanzate ipotesi definitive, mentre l’episodio riporta l’attenzione sugli equilibri criminali della Sibaritide, area interessata in passato da violenti scontri tra gruppi rivali.

Il nome di Damiano Pepe, conosciuto negli ambienti criminali con il soprannome di «Tripolino», è legato alla storia del clan degli Zingari. Pur in assenza di una sentenza che ne certifichi il ruolo al vertice dell’organizzazione, l’uomo viene considerato un esponente di primo piano del gruppo.

Fratello di Eduardo Pepe, ucciso nel 2002 insieme a Fiore Abbruzzese durante la faida con il clan Forastefano, Damiano era stato scarcerato nel 2019 dopo una condanna a 26 anni nell’ambito del maxi processo Timpone Rosso, per associazione mafiosa e altri reati. Secondo le ricostruzioni investigative, avrebbe raccolto l’eredità criminale del fratello in un territorio che ha conosciuto anni di sangue e tensioni.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.