«Se mi risceglierete come segretario, mi darà il mandato di andare in Consiglio dei ministri a portare la posizione chiara della Lega: non possiamo continuare a mandare soldi all’Ucraina». Matteo Salvini mette il sostegno a Kiev al centro del suo intervento al congresso straordinario della Lega, in corso a Milano, dove si gioca la conferma alla guida del partito contro lo sfidante Massimo Garavaglia.
Il vicepremier ha chiesto ai 706 delegati chiamati al voto di esprimersi sulla linea da portare in Consiglio dei ministri, ribadendo la contrarietà alla prosecuzione degli aiuti italiani a Kiev. Il congresso è arrivato alla fase dello scrutinio, dopo una giornata segnata anche dalle polemiche sulle modalità di voto.
Salvini ha affrontato inoltre il tema dell’identità del Carroccio, annunciando la proposta di un nuovo simbolo con la scritta «Lega», l’Alberto da Giussano e la dicitura «Italia federale», senza il proprio nome. Sul passato recente, ha ammesso di essersi pentito della scelta di entrare nel governo Draghi insieme al Partito democratico: «Me ne assumo pienamente la responsabilità. Mai più, mai più, mai più».
Dall’altra parte, Garavaglia ha spiegato di essersi candidato per invertire la tendenza elettorale del partito, fermo all’8,8% alle ultime elezioni, assicurando che un’eventuale vittoria non comporterebbe rappresaglie interne. Il ministro Giancarlo Giorgetti ha riconosciuto le difficoltà della Lega e invitato a valorizzare chi riesce a raccogliere consenso sui territori.
La votazione stabilirà se Salvini resterà segretario e potrà portare avanti la linea annunciata sul sostegno all’Ucraina oppure se la guida del partito passerà a Garavaglia.
