Omicidio Tramontano: riconosciuta premeditazione. Impagnatiello gelido

martedì, 27 Ottobre 2026
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Appello bis a Milano dopo che la Cassazione ha riaperto il nodo della premeditazione. La procura: “La cifra è la menzogna”. La ricerca su Google poche ore prima del delitto, la ceramica bruciata nella vasca da bagno e il veleno già a dicembre riaprono il quadro di un omicidio che il giudice considera premeditato. La sorella Chiara tuona: “Deve marcire in galera”. ”Ha avuto tutto il tempo di tornare sulla sua decisione e invece volontariamente vuole la morte di Giulia Tramontano”. Tutto questo è il cuore della requisitoria della procuratrice generale di Milano, Maria Pia Gualtieri, nell’appello bis per l’omicidio di Giulia Tramontano, uccisa il 27 maggio 2023 a Senago mentre era al settimo mese di gravidanza del piccolo Thiago. Alessandro Impagnatiello, 33 anni, ex barman già condannato all’ergastolo, era in aula. Seduto in prima fila, a pochi passi dalla madre di Giulia, Loredana Femiano, dalla sorella Chiara e dal fratello Mario. A testa alta, ha detto la famiglia. La Cassazione aveva accolto il ricorso della Procura generale: l’aggravante della premeditazione, esclusa in Appello, doveva essere rivalutata. Ieri la pg Gualtieri ha chiesto che venga riconosciuta.”Quando ha avuto contezza di essere stato sbugiardato” da Giulia e dall’altra donna, ignare l’una dell’altra  Impagnatiello “mette in atto il suo proposito”, ha detto la pg. “La cifra dell’imputato è la menzogna nella vita e nel processo. Non badate alle parole, ha diritto di difendersi, ma ciò che conta sono le sue azioni”. Azioni che la Procura ha elencato: poche ore prima dell’omicidio la ricerca su internet: “ceramica bruciata vasca da bagno”, perché sapeva già che avrebbe voluto “uccidere Giulia e bruciarne il cadavere”. Poi il divano coperto, il messaggio di depistaggio alla compagna. E soprattutto, la perseveranza. Quella di Impagnatiello è: “una personalità veramente orribile”, ha detto Gualtieri, avvelena con topicida la donna che si doveva fidare di lui, con la quale condivideva il talamo. Tracce di veleno nel corpo di Giulia già a dicembre 2022, secondo l’autopsia. Non c’è solo premeditazione nel giorno del delitto, ma una perseveranza nella volontà di farle del male, ledere o uccidere. Questo dolo si esprime nella massima intensità già da dicembre, da allora inizia questa volontà omicida, queste le considerazioni del pg Gualtieri. “Non si può dare spazio e credito all’imputato, da sempre aduso alla menzogna e che ha sempre ingannato tutti costruendo un castello di bugie”. Il riconoscimento della premeditazione non cambia la pena resta l’ergastolo ma comporta tre mesi di isolamento diurno. Fuori dall’aula, le parole durissime della sorella della vittima, Chiara: “L’assassino deve marcire in galera. Oggi è entrato a testa alta, pieno del suo stesso ego e si è messo in prima fila. Mi fa rabbia: è un soggetto inumano e ridicolo, lui e la sua famiglia sono l’esempio del fallimento sociale”.

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