La lunga notte di un cinema sognato: Francesco Jodice al MAUTO

Dentro un'auto, incontri impossibili e strade verso un'alternativa
mercoledì, 28 Ottobre 2026
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Torino, 28 ott. (askanews) – Un film fatto di film, un’opera di assemblaggio che diventa poetica e rinnova mitologie popolari con delicatezza e una spolverata di mistero alla David Lynch. Francesco Jodice ha realizzato, su commissione del MAUTO di Torino, l’opera site-specific “The Long Night”, un collage dell’impossibile, con molte scene di film con persone riprese al volante, che diventa strada e narrazione, all’interno di un luogo così specifico.”Credo che l’abitacolo – ci ha detto Jodice – sia un brano importante delle nostre vite. Tutti abbiamo amato, sognato, ci siamo arrabbiati, ci siamo intristiti all’interno di quella unità spazio-temporale che è l’automobile. E poi io, da amante della storia del cinema, volevo finalmente girare un mio film mettendo insieme delle coppie impossibili: John Travolta, giovane e anziano, Claudia Cardinale con Uma Thurman. Ho approfittato di questa occasione per rendere questo sogno realtà”.Al centro del film c’è un accostamento tra il Marcello Mastroianni de La dolce vita e l’Al Pacino di Scarface, che già di per sé è fortissimo, ma viene amplificato dal dialogo immaginato da Jodice, nel quale i due personaggi parlano di un piano B per le loro vite. E la cosa sorprendente è che questo discorso mai accaduto diventa a tutti gli effetti poesia, poesia dell’oggi e del domani.”Tutti i dialoghi – ha aggiunto l’artista – non sono escatologici o eternizzanti come i film che vediamo, sono il nostro quotidiano, è questo momento storico e chi di noi in questo momento non vorrebbe avere un piano B, in qualche modo non è disposto a dire ‘mandiamo tutto a quel Paese’ e ripensiamo la nostra vita, cerchiamo una via di uscita, una scappatoia e questa idea di praticare l’escapismo, che è un po’ un’ossessione nel mio lavoro degli ultimi anni, credo sia un’urgenza delle nuove generazioni”.Generazioni che vedono il mondo andare in fiamme, come l’automobile del film, e il fatto che l’arte si faccia carico almeno di considerare questa circostanza è già un passo verso qualcosa di diverso, qualcosa che, come una strada notturna e misteriosa, può non essere rassicurante, ma può anche portarci in quell’altrove che da troppo tempo abbiamo dimenticato di poter cercare.

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