Torino, 28 ott. (askanews) – Una riflessione sulla riproducibilità e sulla serialità, attraverso la fotografia, soprattutto, ma anche il film e la scultura. Il MAUTO, Museo nazionale dell’automobile di Torino, ospita una mostra brillante, incentrata in qualche modo sulle tipologie fotografiche, in questo caso dedicate al mondo dei veicoli, ma che apre lo spazio a riflessioni più vaste.”L’abbiamo immaginata – ha detto ad askanews Lorenza Bravetta, direttrice del MAUTO e co-curatrice della mostra, a proposito di come il progetto è stato concepito – proprio nel punto di congiunzione tra automobile e fotografia, quindi questa riproduzione in serie che le accomuna, che le rende molto democratiche al tempo stesso, che ne mette in discussione l’aura e l’unicità. Quindi questo è il principio che ha guidato la selezione dei 44 artisti che sono esposti in mostra. L’aura è legata all’unicità o è la riproducibilità che gliene conferisce una nuova, diversa e forse anche più potente?”.Il tema dell’aura è importante, innesca una serie di prospettive che alimentano la mostra, la rendono presente e viva, ci parla di noi, in molteplici sfaccettature. Ma soprattutto ci restituisce il fascino misterioso della fotografia. “Con Lorenza – ha aggiunto il co-curatore Philippe Séclier – abbiamo lavorato su quest’idea di poter creare un’accumulazione, a volte basata semplicemente su delle serie, altre volte più orientata verso una frammentazione, e anche su un modo per mostrare come sia possibile distinguere due fotografie all’interno di una stessa serie”.Tra suggestioni che ricordano i lavoro di Bernd e Hilla Becher, panorami delle autostrade di Los Angeles, mitologie di velocità e colore, la mostra contribuisce al progetto del MAUTO di aprirsi sempre di più alle arti. “Abbiamo aggiunto in questo percorso espositivo – ha concluso Bravetta – delle sculture di Arman e di Cesar a simboleggiare un po’ la nascita e la fine dell’automobile con le accumulazioni di Arman e le compressioni di Cesar e poi cinque automobili straordinarie che sono prodotte in serie giustamente limitata”.In un certo senso però quello cui assistiamo in fondo è il ribaltamento dell’idea di “serie limitata” come qualcosa di escludente, perché in realtà la mostra, attraverso l’uso della ripetizione – dei soggetti o del gesto artistico – finisce con l’accogliere e con l’ampliare i discorsi, che dal mondo dei motori arrivano molto lontano, come se fosse un viaggio in auto attraverso il mondo.
Riproducibilità e aura, la fotografia in serie al MAUTO di Torino
Una mostra ricca e intelligente con anche film e sculture
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