Marcenaro: con Usa, Italia si giochi carta grande ingegno italiano

Fondatrice di The House: alleanza industriale oltre colori politica
giovedì, 29 Ottobre 2026
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Milano, 29 ott. (askanews) – Roberta Marcenaro Lyon, imprenditrice e fondatrice di The House, piattaforma nata per collegare l’industria italiana a quella americana, guarda alle midterm con pragmatismo. Per lei, il risultato elettorale conta meno degli effetti di fondo sulla cooperazione economica tra i due Paesi. “Ci possiamo aspettare tutto, ma – dice – credo che la cosa peggiore potrebbe essere una sorta di stallo. Quindi questo èlegato anche a un eventuale impeachment della votazione. Poco ci deve interessare se la Camera diventerà rossa o blu. Io sono sempre per l’industria, per i piani industriali, quelli che devono andare a dieci, venti, trent’anni, quindi veramente la politica è transitoria e per quanto sia importante la relazione, per quanto sia importante l’amicizia Italia-Stati Uniti, credo che occorre stare focalizzati su quali siano le strategie di avanzamento per un futuro di legacy e di longevity per l’industria italiana”.Marcenaro a Washington DC è alla guida di IMARK, società da lei stessa fondata nel 2008 per sostenere le imprese italiane ed europee interessate a investire negli USA. Al centro del suo ragionamento ci sono i dazi, percepiti come una pressione concreta sulle imprese. “Il sentimento è molto focalizzato sulla politica dei dazi, credo – aggiunge – che poi la politica ideologica ci sia, a mio avviso debba contare sempre di meno. I dazi sono assolutamente uno strumento, andato ad impattare sui margini aziendali, quindi è lì che si tocca veramente l’imprenditore. Questa settimana ero in Texas, c’era già il pre-voting, c’erano quelli con le bandierine blu e rosse. Tutto è focalizzato a creare un sentimento anche sul cittadino, su quello che è colui che vive la realtà più o meno vicina da quella che è Washington. Io credo ad oggi che servano degli strumenti veramente vicini all’industria italiana, che siano poi di raccordo alla politica, alle istituzioni, alla diplomazia, anche all’intelligenza legata alla scienza”.La soluzione sono “accordi industriali di joint venture, partnership strategiche per un’America, per un’Italia vicine”. Marcenaro individua nella tecnologia il grande spartiacque del prossimo decennio, con l’America in posizione dominante e l’Europa che rischia di restare molto indietro. “L’America crescerà del 4,4% a seguire l’India, l’Europa purtroppo è fuori, l’Italia ne viene di conseguenza: sarà un bellissimo museo dove tutti verremo sempre di più. Abbiamo visto i bellissimi dati sul turismo, ma purtroppo siamo fuori da questi giochi. Vivremo noi come human being in un grandissimo momento storico, un’accelerazione che porterà, come sappiamo, anche ad impatti negativi, sui blue collar, su la risorsa umana mediocre e quindi davvero arriverà una robotica, una sofisticazione della super intelligence che rivoluzionerà i mercati. L’America la fa da padrone in questo senso, quindi dov’è che l’Italia deve giocarsi la carta? Se la deve giocare su tutto quello che è l’indotto, su tutto quello che è la capacità del grande ingegno italiano di creare prodotti, non tanto su l’end products, ma quanto su quella vivacità, ripeto, di soluzione che solo l’italiano è capace di dare”. La risposta, per Marcenaro, è anche The House: uno strumento operativo che unisce difesa, aerospazio, energia, infrastrutture, scienze della vita ed educazione. Con sede a Washington, a pochi passi dalla Casa Bianca, e attività itineranti a Milano, la piattaforma punta a costruire partnership durature e a intercettare opportunità industriali che l’Italia, altrimenti, rischia di perdere.Intervista di Cristina GiulianoMontaggio di Gualtiero BenatelliImmagini askanews (in studio), archivio

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