Una mattinata di tensioni, proteste e momenti di scontro nel capoluogo piemontese, dove migliaia di studenti e lavoratori sono scesi in piazza in occasione dello sciopero generale indetto dall’Unione Sindacale di Base (Usb). La manifestazione, organizzata contro il carovita, la guerra e le politiche di riarmo, è stata segnata da tafferugli con le forze dell’ordine, dalla divisione del corteo in due spezzoni e da un gesto dimostrativo davanti al municipio.
Tafferugli con la polizia e corteo diviso in due
I primi momenti di tensione si sono verificati in via Po, all’incrocio con via Rossini, dove un gruppo di manifestanti riconducibili al centro sociale Askatasuna ha forzato il cordone della polizia, riuscendo a raggiungere il resto della mobilitazione. Si sono registrati spintoni, contestazioni e slogan rivolti agli agenti.
La situazione si è complicata quando i militanti di Askatasuna, insieme a numerosi studenti, hanno deciso di separarsi dal corteo sindacale, dando vita a una manifestazione autonoma. Il gruppo ha abbandonato il percorso concordato con la Questura, dirigendosi verso Porta Susa e raggiungendo via Cernaia. Una scelta che ha evidenziato le divergenze tra le diverse componenti della protesta.
Due bidoni di letame davanti al Comune: la protesta degli agricoltori
A far discutere anche quanto accaduto davanti a Palazzo Civico. Prima della partenza del corteo, alcuni agricoltori hanno rovesciato due bidoni di letame in piazza Palazzo di Città, a pochi metri dall’ingresso del Comune. Un gesto simbolico per contestare le politiche di riarmo e quella che i manifestanti considerano una crescente trasformazione di Torino in un polo dell’industria bellica.
Città sotto osservazione, nuova manifestazione nel pomeriggio
La manifestazione principale, partita dal centro cittadino, ha invece seguito il percorso previsto attraverso via Milano, Porta Palazzo e corso Giulio Cesare, con destinazione piazza Derna. In strada studenti universitari, lavoratori, docenti e rappresentanti delle organizzazioni sindacali, uniti dalla richiesta di salari più alti, maggiori investimenti nell’istruzione e misure contro l’aumento del costo della vita.
La giornata si svolge sotto un imponente dispositivo di sicurezza predisposto dalle autorità, con restrizioni sull’utilizzo di oggetti pericolosi e materiali utilizzabili per coprire il volto. Le misure erano state concordate nei giorni precedenti in Prefettura, anche alla luce delle manifestazioni dello scorso fine settimana.
Per Torino, intanto, la mobilitazione non si esaurisce con il corteo della mattinata. Un nuovo appuntamento è previsto alle 18 in piazza Castello, dove i gruppi promotori della protesta per Gaza hanno convocato un’ulteriore manifestazione.
