«L’attacco al tribunale è un’altra parte del processo di distruzione dello Stato di diritto in Polonia da parte del PiS e dei presidenti Duda e Nawrocki. Un politico non può entrare in tribunale per impartire ordini o intimidire i giudici, anche se è il presidente». È durissimo l’intervento del premier polacco Donald Tusk, che ha parlato alla nazione dopo lo scontro istituzionale con il capo dello Stato Karol Nawrocki sulla Corte costituzionale.
«Uno Stato democratico deve essere forte e capace di far rispettare la giustizia, non possono esserci compromessi su alcune questioni», ha aggiunto Tusk, intervenendo sulla vicenda che nelle ultime ore ha portato la Polonia in una fase di forte tensione politica e istituzionale.
Nawrocki, rientrato d’urgenza dalla missione in Senegal, ha convocato consultazioni con i rappresentanti dei gruppi parlamentari per affrontare la crisi. Il presidente ha motivato la decisione con la necessità di scongiurare una «minaccia alla sicurezza interna», mentre i sostenitori del PiS hanno manifestato davanti alla sede della Corte costituzionale, denunciando quello che considerano un colpo di Stato.
Intanto, le forze di destra hanno annunciato l’intenzione di presentare una mozione di sfiducia contro il governo. A guidare l’iniziativa è la formazione Rozwój Plus dell’ex premier Mateusz Morawiecki, che ha proposto anche la nascita di un esecutivo tecnico guidato da Marek Jurek, ex presidente della Camera, da mantenere in carica fino alle prossime elezioni e alla formazione di una nuova maggioranza parlamentare.
Morawiecki ha invocato un «reset» della Corte costituzionale, sostenendo che la riorganizzazione dell’istituzione non possa coinvolgere coloro che, a suo giudizio, ne starebbero attaccando l’indipendenza. L’ex premier ha inoltre definito la fine dell’attuale governo soltanto l’inizio di un percorso, chiedendo un piano per evitare che episodi simili possano ripetersi.
Al centro della contesa c’è la sospensione del presidente della Corte costituzionale, Bogdan Święczkowski, da parte del governo Tusk. Una decisione contestata da Nawrocki, esponente del partito nazionalista Diritto e Giustizia (PiS), che si è recato personalmente nella sede dell’alta Corte dopo aver incontrato Święczkowski e il primo presidente Zbigniew Kapiński.
La disputa affonda le radici nelle nomine dei giudici effettuate durante i governi del PiS, rimasto al potere dal 2015 al 2023. L’esecutivo di Tusk punta a modificare l’assetto della Corte e a ripristinarne l’indipendenza, mentre le istituzioni europee hanno più volte contestato la vicinanza dell’organo al precedente potere politico nazionalista. Sulla vicenda è intervenuto anche l’ambasciatore statunitense in Polonia, Tom Rose, che ha invitato tutte le parti a evitare qualsiasi iniziativa possa provocare violenze o un’ulteriore escalation.
