Nuova notte di attacchi russi contro l’Ucraina. I raid con i droni hanno colpito le infrastrutture energetiche della regione di Zhytomyr, lasciando oltre 650 centri abitati senza elettricità. I tecnici sono al lavoro per ripristinare il servizio, mentre non si registrano vittime. Danni agli impianti energetici anche nella regione di Kiev, dove una donna è rimasta ferita. A Kharkiv, invece, un attacco ha provocato un incendio e il ferimento di cinque persone.
Secondo l’aeronautica militare ucraina, durante la notte sono stati lanciati complessivamente 433 droni russi, 371 dei quali sono stati intercettati e neutralizzati. Registrati impatti in 16 località e caduta di detriti in altri 14 punti. La guerra ha raggiunto anche il territorio russo: la raffineria Lukoil-Nizhegorodnefteorgsintez di Kstovo, uno dei principali impianti petroliferi del Paese, è stata colpita da un attacco che ha provocato un vasto incendio.
Preoccupazione anche a Mosca, dove un’allerta dell’ambasciata statunitense per una possibile minaccia terroristica ha portato alla chiusura del complesso museale di Tsaritsyno e all’evacuazione dei visitatori. L’area è stata presidiata dalle forze di polizia e dalle unità antiterrorismo.
Sul fronte umanitario, si è conclusa la missione per riportare in Ucraina un gruppo di civili provenienti da Oleshky, città sotto occupazione russa. Gli sfollati hanno attraversato la Crimea, la Russia e la Bielorussia prima di raggiungere il territorio ucraino. Tra loro un anziano di 94 anni e un bambino di poco più di un anno. Portati in salvo anche diversi animali domestici. L’operazione è stata accompagnata dal commissario parlamentare per i diritti umani Dmytro Lubinets, che ha definito il rientro un momento di grande importanza dopo mesi di attesa e difficoltà.
Intanto Volodymyr Zelensky ha annunciato di voler chiedere ai Paesi alleati la disponibilità temporanea di 10-30 missili per la difesa aerea, da restituire quando arriveranno le forniture statunitensi, previste in un pacchetto da 500 intercettori PAC-3. Il presidente ucraino ha sottolineato che i tempi di consegna americani rischiano di non garantire una protezione sufficiente alla popolazione, anche perché parte delle risorse è destinata al Medio Oriente.
Nel corso dei colloqui a Istanbul con Recep Tayyip Erdogan, Zelensky ha affrontato anche il tema della sicurezza nel Mar Nero e della possibilità di un nuovo corridoio per il trasporto del grano. Sul piano diplomatico, invece, non si registrano svolte: resta sul tavolo l’ipotesi di un incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin a margine del vertice Apec di Shenzhen, previsto per il 18 e 19 novembre.
