Roma, 2 nov. (askanews) – Applausi, emozione e grande partecipazione al Conservatorio San Pietro a Majella per la giornata dedicata a Francesco Cilea, nel 160esimo anniversario della nascita. Un evento che ha celebrato il profondo legame storico, artistico e musicale tra Calabria e Napoli, riunendo istituzioni, studiosi, musicisti e appassionati nelle sale Martucci e Scarlatti. Tre i momenti principali: il concerto dell’Orchestra Filarmonica della Calabria diretta da Filippo Arlia, con i solisti Francesco Mariozzi al violoncello e Sergio Messina al violino, il forum “Francesco Cilea e i calabresi a Napoli: una lunga tradizione”, e la prima cerimonia di consegna del Premio CalabroPartenopi. La manifestazione ha segnato anche il debutto di “CalabroPartenopi – La storia che viene da lontano”, progetto ideato e diretto dai giornalisti Roberto Messina e Carmelo Lentino, che porta la firma di Calabria Mundi (Academ Editore) e Meraviglia Italiana.Accoglienza entusiasta e Sala Scarlatti gremita per l’Orchestra Filarmonica della Calabria, protagonista di un concerto inserito nei Concerti d’autunno 2026 nell’ambito delle celebrazioni per i 200 anni del San Pietro a Majella. Il programma ha riportato all’attenzione del pubblico il repertorio strumentale di Cilea. Filippo Arlia, Direttore dell’Orchestra Filarmonica della Calabria e Docente del Conservatorio “S. Arlia”, ha spiegato: “Abbiamo eseguito delle musiche proprio scritte dal compositore di Palmi, calabrese, la Piccola Suite, la Suite concertante per violino e orchestra e la revisione di Leonardo Leo del Concerto in re maggiore per violoncello e orchestra. Francesco Cilea è un prodotto che tutto il mondo ci invidia, conosciuto solo spesso per L’Arlesiana o per l’Adriana, che sono sicuramente i pezzi più celebri e più eseguiti nel mondo, ma ci sono delle pagine da riscoprire come queste che qualche anno fa abbiamo inciso anche con i virtuosi del Teatro alla Scala in un disco per Brilliant Classics”.La giornata ha inoltre valorizzato la collaborazione tra il Conservatorio napoletano, diretto da Gaetano Panariello, e il Saverio Arlia di Catanzaro-Nocera Terinese, diretto da Valentina Currenti, aprendo nuove prospettive artistiche e formative. Paologiovanni Maione, Docente di Storia della Musica Conservatorio di Napoli, ha spiegato: “La grande civiltà musicale napoletana deve moltissimo alla comunità calabrese che scelse di raggiungere la capitale del Meridione per poter apprendere l’arte musicale, e loro si sono fatti valere nel corso dei secoli raggiungendo poi ogni latitudine”.La prima edizione del Premio CalabroPartenopi ha assegnato quattro riconoscimenti a personalità e realtà che contribuiscono a rafforzare il legame storico, culturale e umano tra Napoli e la Calabria. Di speciale rilievo il premio al Cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, nato a Satriano, nel Catanzarese, per il valore del suo ministero pastorale e la testimonianza di fede, carità e attenzione alla dignità umana, soprattutto attraverso la vicinanza ai poveri, ai fragili, agli emarginati e a quanti vivono sofferenza e solitudine. Per la sezione musica premiato Sergio Messina, violinista catanzarese, diplomatosi nel 1983 al San Pietro a Majella. Altro riconoscimento a Fausto Castiglione, violoncellista cosentino, diplomato a Salerno, mentre il Premio “Alle Istituzioni” è stato assegnato alla Città di Palmi, patria di Francesco Cilea e Nicola Antonio Manfroce, per lo straordinario patrimonio musicale e culturale e il contributo offerto alla storia della musica italiana e al rapporto tra Calabria e Napoli.
Napoli applaude la Calabria nel concerto omaggio a Francesco Cilea
Debutto di "CalabroPartenopi", le premiazioni al San Pietro a Majella
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