Polonia. Un film già visto a Regia Ue. E per un’altra ragione

lunedì, 2 Novembre 2026
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La crisi politica e costituzionale, che attanaglia in queste ore la Polonia sembra un film già visto. Gli eurocrati di Bruxelles hanno lavorato da decenni per assoggettare tutti i paesi europei, soprattutto i paesi dell’Europa dell’est. La spietata dittatura dell’Unione Europea da tempo ha cercato di eliminare ogni forma di resistenza. Gli eurocrati hanno agito spesso con metodi legali, mediante la creazione di consenso nell’opinione pubblica e a volte hanno agito con sistemi illegali, se non addirittura eversivi, tipo colpi di stato, rovesciamento di governi sgraditi, etc.. Hanno tentato con l’Ossezia nel Caucaso provocando la reazione dell’esercito russo; hanno rovesciato con violente manifestazioni di piazza il governo ucraino filo russo di Viktor Yanukovich, scatenando poi l’attuale conflitto russo-ucraino; hanno rovesciato Orban in Ungheria e Vucic in Serbia. Per non parlare della Romania e della Moldavia. Quello che sta accadendo in Polonia si inserisce senza dubbio in questo disegno geopolitico dell’Ue. Ma c’é una sfumatura differente nell’attuale situazione polacca, che rischia di sfuggire anche agli osservatori più accorti. Da svariati mesi l’appoggio della Polonia all’Ucraina, nella guerra contro la Federazione Russa, sta venendo meno. Il richiamo del governo ucraino all’esercito insurrezionale ucraino (Upa), che condusse una campagna di sterminio ai danni della popolazione civile polacca in Volinia e Galizia, negli anni 1943-45, non é certo piaciuto a Varsavia. Ma, ciò che sta raffreddando la Polonia nei confronti di Kiev é una considerazione molto semplice: non soltanto la Nato non sta vincendo in Ucraina contro la Russia, ma, al contrario, l’esercito russo sta distruggendo l’Ucraina un pezzo alla volta e sta avanzando in tutti i settori del fronte. Se dopo l’ormai probabile disfatta dell’Ucraina la guerra dovesse continuare, poco più a ovest ad affrontare l’esercito russo ci sarebbe la Polonia, che non é entusiasta di entrare in guerra contro i russi. Ecco che gli eurocrati di Bruxelles stanno diventando nervosi. Se il sostegno alla guerra in Ucraina da parte della Polonia dovesse crollare, a poco a poco tutto il fronte anti russo dell’Europa orientale si sgretolerebbe. Come d’altronde sta accadendo in Europa occidentale (vedi Francia, Germania e Italia). Ora é abbastanza chiara la ragione per la quale il premier polacco Donald Tusk, già commissario europeo, abbia sospeso il presidente della Corte Costituzionale polacca, l’euroscettico Bogdan Swieczkowski.

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