Cristiano Ronaldo ha annunciato il ritiro dalla Nazionale portoghese. A comunicarlo è stato lo stesso fuoriclasse via social con un lungo video-messaggio accompagnato da una lettera nella quale ha ripercorso i 23 anni di carriera con la maglia della Seleção tra record, successi, trofei e momenti indimenticabili, ma anche di delusioni e difficoltà. Non è mancato nelle sue parole un riferimento alle recenti tensioni con il commissario tecnico Jorge Jesus, che nelle scorse settimane avevano alimentato i dubbi sul futuro del campione in Nazionale.
Il campione portoghese ha dichiarato: “Oggi finisce il mio percorso in campo con la Nazionale. Me ne vado a testa alta, orgoglioso del cammino fatto e con la consapevolezza di aver dato tutto ciò che avevo per il Portogallo“, ufficializzando una decisione che chiude uno dei capitoli più importanti della storia del calcio internazionale.
La sua avventura con il Portogallo ha avuto inizio nell’agosto del 2003. Da allora, il numero 7 ha collezionato 234 presenze e realizzato 146 gol, stabilendo in entrambi i casi il record mondiale a livello di Nazionali maschili. Un percorso straordinario, impreziosito dalla conquista di tre trofei: il Campionato europeo del 2016, primo storico titolo continentale per il Portogallo, e due edizioni della Nations League, vinte nel 2019 e nel 2025. Nel suo palmarès in Nazionale figurano anche sei partecipazioni ai Mondiali e sei agli Europei. Ronaldo è inoltre diventato il primo calciatore nella storia a segnare in sei diverse edizioni della Coppa del Mondo.
L’annuncio giunge dopo settimane particolarmente delicate nei rapporti con il nuovo commissario tecnico Jorge Jesus. Lo scorso 30 settembre, infatti, Ronaldo aveva lasciato il ritiro del Portogallo in Danimarca, dopo essere rimasto in panchina nella partita contro la Norvegia e aver saltato alcuni allenamenti. Alla base della rottura vi sarebbe stata una promessa non mantenuta da parte dell’allenatore: secondo la ricostruzione fornita dallo stesso calciatore, Jesus gli avrebbe inizialmente garantito un determinato programma di gestione delle presenze, salvo poi chiedergli di riscaldarsi durante la gara contro la Norvegia senza concedergli l’ingresso in campo. Il 6 ottobre Ronaldo aveva raccontato pubblicamente la propria versione dei fatti, accusando il commissario tecnico di essersi rimangiato per due volte la parola data. In quell’occasione aveva comunque precisato di non avere intenzione di abbandonare definitivamente la Nazionale, dichiarandosi disponibile a tornare anche dopo un’eventuale sanzione federale. La Federazione aveva successivamente disposto nei suoi confronti una sospensione di 30 giorni. Tale vicenda aveva alimentato le speculazioni sul suo futuro in maglia portoghese e che oggi assume un significato ancora più rilevante alla luce dell’annuncio ufficiale. Nel lungo messaggio rivolto ai sostenitori portoghesi, Ronaldo ha voluto ripercorrere il significato di una carriera vissuta indossando la maglia numero 7. Non soltanto un simbolo sportivo, ma una responsabilità che ha accompagnato gran parte della sua vita: “Ai portoghesi, è arrivato il giorno di restituire la maglia numero 7 della Nazionale di tutti noi. Non l’ho mai sentita come esclusivamente mia. Ma per 23 anni ho avuto il privilegio e la responsabilità di indossarla, di difenderla e di portarla con me negli stadi di tutto il mondo. Oggi è arrivato il momento di consegnarla al futuro. Non è stata una decisione facile, perché ci sono decisioni che non si prendono solo con la testa. Si prendono anche con il cuore“. E ancora: “Concludo un percorso iniziato nell’agosto del 2003 e che ha cambiato la mia vita per sempre. Quando guardo indietro e penso a tutto ciò che ho vissuto in Nazionale, non vedo solo partite, gol, record o trofei. Vedo persone. Vedo immigrati che per 90 minutisentivano il Portogallo un po’ più vicino. Vedo milioni di portoghesi che non ho mai conosciuto di persona, ma che hanno fatto parte della mia vita. Perché alla fine di tutto, il calcio è molto più di una partita. Il calcio sono le persone”.
Nella lettera del calciatore trovano spazio anche i momenti più difficili di questi 23 anni.
Il fuoriclasse non ha nascosto le delusioni e ha riconosciuto di non essere sempre riuscito a raggiungere gli obiettivi desiderati, precisando però di affrontato ogni sfida con la massima determinazione e con un profondo senso di appartenenza: “Durante tutta la mia carriera in Nazionale, ho cercato di superare i miei limiti. Ho voluto vincere, ho voluto essere il migliore, ho voluto fare la storia. Sono sempre stato esigente con me stesso. Ho sempre voluto di più, ho sempre creduto che potessimo arrivare più lontano. E ho dato tutto quello che avevo per questa maglia. Ci sono stati pomeriggi e notti perfette, ci sono state vittorie che non dimenticherò mai. Ci sono state sconfitte che ancora oggi mi costaricordare. Ho anche fallito, ho anche sofferto, ci sono stati anche momenti in cui non sono stato capace di dare ai portoghesiciò che desideravano tanto. Ma non ho mai mollato. E soprattutto, non ho mai smesso di provare orgoglio nel rappresentare il Portogallo“. “In tutti questi anni – ha proseguito Ronaldo – ho imparato cose molto semplici. I gol passano, le copperestano nei musei, i record finiscono per essere battuti. Ma c’è qualcosa che il tempo non riesce mai a cancellare: il posto che occupiamo nel cuore delle persone. Se vi ho mai reso felici, se un mio gol vi ha mai fatto abbracciare qualcuno, dimenticare una preoccupazione e provare solo orgoglio per il nostro paese, allora ne è valsa la pena. Perché essere portoghesi è anche questo. Soffriamo insieme, ci rialziamo insieme. Crediamo di nuovo. Il Portogallo avrà sempre bisogno di giovani che lo sognano, di giocatori che non mollano mai, di nuove generazioni che credono sia possibile arrivare dove nessuno è mai arrivato. Perché un paese che continua a creare nuovi eroi è un paese che non smette mai di credere in se stesso”.
Nel suo lungo saluto, il campione ha voluto dedicare un pensiero anche a tutte le persone che hanno condiviso con lui questa straordinaria esperienza: dai compagni di squadra agli allenatori, dai dirigenti ai membri dello staff, senza dimenticare la famiglia, sempre presente durante le diverse tappe della sua carriera.
Tra le immagini destinate a rimanergli più impresse c’è soprattutto quella dell’inno nazionale, un momento che, secondo il calciatore, riusciva ogni volta a unire un intero Paese, superando qualsiasi differenza.
“E ai portoghesi, a tutti i portoghesi sparsi per il mondo, voglio dire un’ultima cosa. C’è un’immagine che porterò sempre con me: il momento in cui inizia l’inno nazionale. Mi guardo intorno, vedo i miei compagni, vedo le tribune, vedo bambini, madri, padri e nonni, vedo portoghesi venuti da così lontano solo per essere lì. E durante quei minuti, smettiamo di essere diversi. Non esistono club, non esistono colori, non esistono classi, non esistono professioni, non esistono opinioni. Esiste solo una passione. Il Portogallo”.
Il messaggio si conclude con le parole che sanciscono definitivamente la fine della sua esperienza in campo con la Nazionale. Ronaldo ha assicurato che il legame con il Portogallo non verrà mai meno: continuerà a seguire la Seleção, a emozionarsi per le sue vittorie e a sentirsi parte di quella squadra che ha rappresentato in tutto il mondo. “È un sentimento che porterò con me per il resto della vita. Oggi finisce il mio percorso in campo con la Nazionale. Me ne vado a testa alta, orgoglioso del cammino fatto e con la consapevolezza di aver dato tutto ciò che avevo per il Portogallo. Ma non smetterò mai di essere uno di voi. Continuerò a soffrire, a emozionarmi e a celebrare ogni vittoria del Portogallo con un sì. Ho passato la mia vita a lavorare per essere il miglior giocatore del mondo. Oggi capisco che la più grande vittoria è stata aver meritato di rappresentare il paese più bello del mondo. Grazie per questi 23 anni. Grazie per aver creduto in me. Grazie per avermi permessodi vivere un sogno iniziato quando ero solo un bambino a Madeira, che rincorreva un pallone. La maglia numero 7 resta, l’orgoglio di averla indossata sarà mio per sempre. Il Portogallo sarà sempre dentro di me. A presto. Cristiano Ronaldo”, ha concluso.



