Ucraina, segnali di fumo fra Mosca e Kiev. Le basi per un accordo

giovedì, 10 Marzo 2022
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Sembra che si stiano aprendo seri spiragli nel negoziato fra Russia e Ucraina per mettere fine alle operazioni belliche.

La conferma arriva dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky che in un’intervista ad Abc ha messo sul tavolo la disponibilità a trattare le richieste di Mosca. Un segnale di apertura che è stato però accompagnato da un attacco nei confronti della Russia accusata di voler scatenare la terza guerra mondiale. Secondo Zelensky, con l’Ucraina Putin starebbe facendo le prove generali per invadere anche gli altri Stati confinanti ed espandere la propria influenza sull’Est Europa. La tensione quindi resta molto alta, ma i negoziati vanno avanti e sembra che da ambo le parti si stiano alzando concreti segnali di fumo.

L’Ucraina, per bocca del suo presidente, sarebbe disponibile a discutere le condizioni di Mosca, ovvero il riconoscimento del Donbass e della Crimea come territorio russo. La Crimea è stata annessa unilateralmente dalla Russia nel 2014, mentre nel Donbass sono nate le repubbliche separatiste e filorusse di Donetsk e Lugansk, al momento occupate dalle truppe di Putin. Finora, la Crimea è riconosciuta come repubblica della Federazione russa da Corea del Nord, Cuba, Siria, Afghanistan, Venezuela e Nicaragua. Putin vuole un riconoscimento internazionale fino ad oggi reso impossibile proprio dall’opposizione dell’Ucraina che rivendica la sovranità sulla Crimea.Le repubbliche di Donetsk e Lugansk sono invece state riconosciute autonome dalla Russia lo scorso 21 febbraio. ma a differenza della Crimea non sono state ancora annesse.

Ma veniamo alle trattative. Riguardo al Donbass, Zelensky si è detto disponibile a discutere un nuovo status per le due repubbliche che possa garantire maggiore autonomia e la pacifica convivenza fra i cittadini russi e quelli ucraini. L’idea dell’Ucraina sarebbe quella di concedere una sorta di autonomia speciale alle due regioni per evitare che possano finire sotto l’egida di Mosca. Una soluzione che potrebbe trovare d’accordo anche Putin che fino ad oggi come detto ha evitato di annettere le due repubbliche alla Federazione russa come ha fatto invece con la Crimea. Ricevere garanzie sulla sicurezza e l’autonomia dei russi del Donbass potrebbe bastare anche a Mosca.

“Per me – ha detto Zelensky – è importante sapere come le persone che vogliono essere parte dell’Ucraina vivranno lì. Mi interessa la loro opinione e quella di chi si vede come cittadino della Federazione Russa. Possiamo discutere in questo senso, così come su un compromesso sulla Crimea”. Se dunque sul Donbass un accordo potrebbe anche essere possibile, sulla Crimea appare invece molto più complicato visto che né Mosca, né Kiev sembrerebbero decise a rinunciare alla rispettiva sovranità sulla regione. Il fatto che però l’Ucraina si renda disponibile ad un compromesso è sicuramente un significativo passo in avanti.

Poi c’è la questione dirimente dell’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea e nella Nato. Per quanto riguada l’adesione al Patto Atlantico Zelensky sarebbe pronto ad un passo indietro visto che la stessa Nato per il momento ha escluso l’ingresso (peccato che il conflitto si sia innescato proprio a causa della pretesa ucraina di far parte dell’alleanza militare occidentale e gli Usa abbiano lasciato intendere la volontà di allargarsi fino ai confini russi accettando la richiesta di Kiev). Il presidente ucraino quindi potrebbe rinunciare al progetto, che arrivati a questo punto non converrebbe più a nessuno, se non a mantenere alta la tensione internazionale. Sull’adesione all’Europa invece l’Ucraina sembra decisa a non indietreggiare avendo già fatto richiesta esplicita in tal senso. Resta da capire come conciliare l’ingresso dell’Ucraina nella Ue con la neutralità richiesta da Putin, visto che l’Europa è comunque legata a doppio filo con la Nato.

Va detto che anche sul fronte russo sono arrivati spiragli. Maria Zakharova, portavoce del ministro degli Esteri Serghej Lavrov, per la prima volta ha detto che Mosca potrebbe accettare la permanenza di Zelensky al governo rinunciando all’idea di rovesciarlo per sostituirlo con un leader filo russo. Spiragli di pace soltanto teorici che non sembra facile tradurre in pratica nonostante le mediazioni internazionali delle ultime ore, quella turca su tutte.

Di certo sia la Russia che l’Ucraina si stanno rendendo conto che una soluzione va necessariamente trovata. Mosca per non essere soffocata dalle sanzioni e l’Ucraina perché consapevole che non potrà resistere ancora a lungo all’avanzata russa. Gli ucraini hanno dimostrato di saper resistere, ma è altrettanto vero che i russi, come hanno osservato diversi analisti, fino ad oggi non hanno forzato troppo la mano non avendo interesse a conquistare un Paese ridotto un cumulo di macerie. E’ ovvio però che nessuno può permettersi di uscire sconfitto dalla partita.

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