Biden chiede di processare Putin per crimini di guerra, mentre la Polonia si dice pronta ad ospitare le armi nucleari anti-russe sul proprio territorio. Intanto fra russi e americani è guerra di propaganda in merito ai fatti di Bucha. L’esercito ucraino sostiene di aver trovato una camera di tortura con i cadaveri di cinque civili con le mani legate dietro la schiena. Inoltre gli ucraini sostengono di aver trovato fosse comuni piene di cadaveri di persone massacrate dai russi durante l’occupazione della città. Mosca però respinge le accuse e sostiene che in realtà si tratterebbe di una montatura creata ad arte dagli americani. In questo clima proseguono i negoziati che però sembrano sempre di più ad un punto morto. Ne abbiamo parlato con l’inviato di guerra e scrittore Toni Capuozzo.
La tensione sale. La Polonia addirittura annuncia di voler ospitare sul proprio territorio le armi nucleari anti-russe. Un annuncio che certamente non contribuisce a rasserenare il clima. Ma non è che si sta facendo di tutto per scatenare davvero la terza guerra mondiale?
“Siamo di fronte ad una pericolosa escalation del conflitto, non c’è dubbio. Non dimentichiamo tuttavia che le armi atomiche le abbiamo anche noi sul nostro territorio, anche se non possediamo le chiavi della valigetta. La Polonia è sicuramente fra i paesi più agguerriti al fianco dell’Ucraina e contro la Russia e questo alla fine è anche comprensibile se si pensa a tutti gli anni in cui i polacchi sono stati sotto il tallone sovietico. Trovo tuttavia irresponsabile assumere posizioni che rischiano soltanto di vanificare i negoziati in corso ed acuire la tensione. Mi sembra tanto un tentativo di gettare benzina sul fuoco”.
A proposito di negoziati, si sente dire che vanno avanti, che forse si arriverà ad una svolta ma intanto la guerra prosegue e non si arriva a niente. Cosa sta accadendo realmente che noi non sappiamo o non riusciamo a capire?
“Le posizioni dell’Ucraina sono molto rigide, Zelensky non è disposto a cedere nulla ai russi. Capisco perfettamente che non è facile arrivare ad un compromesso e che sia anche legittimo fare marcia indietro rispetto a disponibilità prima annunciate, ma mi sembra utopico chiedere ai russi il ritiro totale dall’Ucraina, comprese le regioni del Donbass che da otto anni non stanno più sotto il controllo di Kiev. La Russia dal canto suo è più disposta ad un negoziato anche in virtù delle difficoltà che ha incontrato, ma allo stesso tempo è tentata dall’idea di sferrare l’attacco finale ad Odessa per togliere all’Ucraina ogni possibilità di sbocco al mare e avere così il controllo totale e imponente nel Mar Nero”.
Tutti descrivono una Russia indebolita e in grandi difficoltà. E’ davvero così?
“I russi hanno sicuramente incontrato delle difficoltà, ma non tali da prevedere una sconfitta alle porte. Adesso l’Ucraina, rinforzata da alcune felici avanzate, muoverà le sue forze verso il Donbass e dovrà scontrarsi su terreni aperti dove saranno i russi a trincerarsi. Capisce bene che lo schema di gioco fin qui visto andrà a ribaltarsi completamente. Gli ucraini dovranno passare da una guerra di difesa ad un’altra di attacco e per loro diventerà tutto molto più difficile. Difendersi è molto diverso che attaccare. E’ quindi probabile che ci saranno nuovi e diversi sviluppi”.
Quindi in questo momento è l’Ucraina principalmente a non avere interesse a negoziare?
“Stando alle parole di Zelensky sembra evidente che non hanno alcuna intenzione di cedere nulla ai russi e in più ci sono gli Stati Uniti che sono tentati dall’idea di sferrare l’attacco finale a Putin con l’intenzione di abbatterlo definitivamente. Mi pare che si stia facendo di tutto per spingere l’Ucraina a combattere, anche con la promessa dell’invio di altre armi”.
Quindi quando finirà davvero questa guerra?
“La guerra finirà quando Putin potrà trattare avendo il controllo di tutta la costa e quando l’Ucraina comprenderà che non vale la pena morire per il Donbass. Intanto aspettiamo di vedere che fine farà Odessa”



