Ddl concorrenza, lo sfogo di un tassista: “Ci vogliono rovinare”

martedì, 7 Giugno 2022
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Non si placano le polemiche sul Ddl concorrenza. Dopo l’accordo sul nodo delle concessioni balneari e il via libera del Senato, adesso è il turno dei tassisti anch’essi sul piede di guerra. L’Articolo 8 recita infatti: “Adeguamento dell’offerta di servizi alle forme di mobilità che si svolgono mediante applicazioni web che utilizzano piattaforme tecnologiche per l’interconnessione dei passeggeri e dei conducenti”. Per i tassisti si tratta di una battaglia di principio, perché temono che se il Ddl sarà approvato con annesso l’articolo 8 le multinazionali del trasporto la faranno da padroni, privatizzando un pubblico servizio. Come ci racconta anche Marco, un tassista romano che due notti fa ci ha riportati a casa di ritorno da un viaggio, e con il quale abbiamo anche condiviso i disagi alla Stazione Tiburtina a seguito del deragliamento della locomotiva presso la galleria Serenissima. I tassisti sono esasperati e Marco ci spiega perché.

Che sta succedendo?

“Il caos. Tutti i treni che provengono dal Sud, a causa del deragliamento dei giorni scorsi, fermano alla Stazione Tiburtina e il traffico è letteralmente impazzito. Nel piazzale della stazione, dove le auto private non potrebbero neanche entrare visto che l’accesso è consentito esclusivamente ad autobus e taxi, ci siamo ritrovati con i nostri parcheggi tutti occupati, al punto che era impossibile anche fermarci per caricare i passeggeri. Per non parlare dei problemi che hanno avuto gli autobs nel girare sulla piazza. Scene allucinanti. Sembrava di stare nella giungla. Come se tutto ciò non bastasse si sono pure aggiunte le proteste dei viaggiatori che non trovavano taxi disponibili. Fortunatamente poi quando ho spiegato loro la situazione hanno capito. Purtroppo però noi tassisti siamo da tempo nel mirino e tanti sono interessati a mettere la nostra categoria in cattiva luce”.

Perchè?

“Per via del Ddl concorrenza che se sarà approvato ci danneggerà irreparabilmente. Siccome ci stiamo opponendo cercano in tutti i modi di dimostrare che il servizio taxi non funziona, è carente, e che è meglio offrire alternative all’utenza. Più veniamo screditati noi e più credibilità acquisiscono i nostri concorrenti”.

Quali sono le principali criticità con cui dovete convivere?

“Il primo problema riguarda il servizio di noleggio con conducente. Nulla da eccepire per le autorizzazioni rilasciate qui a Roma, ma non è accettabile che chi ha comprato per esempio una licenza Ncc in un’altra città poi venga a lavorare a Roma dove il costo delle licenze è molto più alto. Su questa battaglia ci troviamo pienamente d’accordo con gli Nnc di Roma che si vedono scavalcati da quelli venuti da altre province e che hanno acquistato la licenza a prezzi molto più bassi rispetto ai loro. Noi chiediamo che ognuno lavori nella città, o al massimo nella provincia, dove ha comprato la licenza. Ma alla fine gli Ncc svolgono un servizio di rimessa, partendo dal deposito dopo aver ricevuto una chiamata, svolgendo il trasporto e rientrando poi in rimessa a servizio terminato. Non svolgono come noi servizio su piazza. Il grosso problema è invece rappresentato dalle multinazionali private quelle appunto cui l’articolo 8 spalanca le porte”.

In che senso?

“Nel senso che il Ddl concorrenza ci mette sulle stesso piano di società private, per giunta straniere che nemmeno pagano le tasse in Italia. I privati pretendono di svolgere gli stessi servizi del taxi ma senza avere però le stesse regole. Sono trent’anni che ci stanno facendo la guerra. Noi siamo obbligati ad applicare il tassametro, mentre loro possono permettersi il lusso di applicare tariffe forfettarie. Le sembra concorrenza leale questa? Noi tassisti abbiamo tariffe fisse e orari da rispettare imposti dal Comune, il servizio privato invece non ha orari, non ha tariffazione fissa, può concordare il prezzo della corsa come gli pare. Come possiamo reggere la concorrenza in queste condizioni? E’ come se io aprissi domani una tabaccheria mettendomi a vendere i pacchetti di sigarette a due euro perché tanto li compro all’estero”.

Perché l’utenza dovrebbe preferire il taxi?

“Innanzitutto iniziamo con il dire che il nostro servizio si paga in base al tassametro e quindi sulla base di un costo reale. Il servizio privato invece si deve pagare anticipatamente, spesso tramite app, e può quindi capitare che poi la macchina nemmeno arrivi. E’ successo ad alcuni clienti che ho trasportato in taxi, i quali hanno anche provato a chiedere il rimborso ma senza risultato, perché non è facile dimostrare che il servizio non è stato effettuato. Riteniamo che le licenze siano una garanzia di efficienza del servizio pubblico e non un ostacolo”.

Quali sono le vostre richieste? 

“Noi chiediamo lo stralcio dell’articolo 8 del Ddl concorrenza e che ci sia una regolamentazione del settore, facendo ordine in quelle situazioni di cui accennavo prima, tipo quella degli Ncc che vengono ad esercitare a Roma dopo aver comprato altrove la licenza. A questo punto preferiamo che ci siano più licenze ma regolamentate. La concorrenza va bene se però rispettiamo tutti le stesse regole. In questo modo anche l’utenza sarebbe meglio agevolata, altrimenti il rischio concreto è quello di veder aumentare i costi. Perché nel momento in cui poi il prezzo si stabilisce per tutti preventivamente e sulla base di un algoritmo non so poi se all’utenza convenga varamente. Quando tutto sarà privatizzato noi saremo privati di tutto”.

Paradossalmente siete proprio voi a chiedere le regole

“Esattamente, perché un servizio funziona quando tutti rispettano le regole. E a me non sembra che il servizio taxi funzioni male. Se concorrenza deve esserci, allora tutti devono adeguarsi a delle condizioni, non si può lasciare tutto in balia del più forte”

Come pensate di agire?

“Stiamo organizzando una manifestazione di protesta. Siamo in attesa di capire cosa accadrà alla Camera, se le nostre richieste saranno accolte e come. In caso contrario dovremo farci sentire perché ne va del nostro futuro. Io ho dovuto aprire un mutuo per avere la licenza, ho una moglie e due figli a carico e capisce bene quanto il disagio è grande. Per non parlare delle spese che dobbiamo sostenere visto che le auto sono di proprietà, quindi le dobbiamo acquistare, fare i passaggi di proprietà, provvedere ai tagliandi e alle manutenzioni, il tutto a carico nostro. Capisce bene che se diminuisce il lavoro per noi è la fine”.

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