Sta facendo molto discutere la decisione del giudice per le indagini preliminari di Venezia, Alberto Scaramuzza che ha disposto l’iscrizione nel registro degli indagati della dottoressa Letizia Ruggeri, il pubblico ministero di Bergamo che si è occupata del caso della morte di Yara Gambirasio. La vicenda riguarda la conservazione dei reperti contenenti materiale biologico, la cui analisi ha portato alla condanna all’ergastolo di Massimo Giuseppe Bossetti. La difesa ha sempre accusato il pm in ordine al mantenimento a temperatura ambiente delle provette, una modalità ritenuta non idonea a preservare quel tipo di campionamento. E adesso i familiari e i legali del muratore sperano di poter riaprire il processo. Ma per la criminologa Roberta Bruzzone da noi intervistata, si starebbero soltanto illudendo.
Dottoressa, cosa significa l’iscrizione nel registro degli indagati della pm titolare dell’inchiesta sulla morte di Yara Gambirasio?
“Si rassegnino i sostenitori dell’innocenza di Bossetti, questa vicenda non cambierà nulla in ordine all’esito del giudizio definitivo, non ha e mai avrà alcun rilievo ai fini del processo che ha condotto Bossetti all’ergastolo. Ho letto parecchie interpretazioni molto fantasiose ma nessuna attinente alla realtà. Anzi, questa inchiesta è fatta per tutelare proprio l’onorabilità della dottoressa Ruggeri”.
In che senso?
“La difesa di Bossetti aveva presentato una denuncia nei confronti di un giudice del Tribunale di Brescia e di una cancelliera. In realtà però in questo esposto-denuncia, ma in special modo nell’atto di opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Venezia, comparivano una serie di pesanti accuse che coinvolgevano la dottoressa Ruggeri che in realtà non era stata mai denunciata, né indagata. Il gip quindi ha archiviato la denuncia originale ma ha ordinato di iscrivere la Ruggeri nel registro degli indagati per darle l’opportunità di difendersi dalle accuse mosse contro di lei dai difensori di Bossetti. Quindi si tratta di un atto a garanzia della pm che fino ad oggi, non essendo stata mai né denunciata, né indagata non ha potuto difendersi. E qui sta il paradosso: i legali di Bossetti nell’esposto suddetto contro il giudice e la cancelliera muovono pesanti accuse alla Ruggeri senza averla denunciata. Tenga conto che se il gip avesse ritenuto fondate le accuse avrebbe potuto agire in ben altro modo, non limitandosi certamente ad iscriverla nel registro degli indagati. Siamo in presenza di una situazione particolare che ha sorpreso tutti, ma si tratta di un atto a garanzia della pm che adesso potrà rispondere per le rime a chi l’accusa”.
Quindi non ci sono speranze che si possa arrivare ad una revisione del processo per Bossetti?
“Questo passaggio come le ho detto non è minimamente rilevante ai fini della condanna di Bossetti che resta a mio giudizio definitiva, granitica, inappellabile e assolutamente indiscutibile. Chi si sta scaldando molto sperando nella riapertura del processo sta soltanto prendendo l’ennesima cantonata, perché non esistono collegamenti fra la vicenda che ha per protagonista la dottoressa Ruggeri e i tre gradi di giudizio che hanno riconosciuto Bossetti colpevole. Ci sono tre sentenze passate in giudicato che hanno dimostrato che la valutazione dei reperti utilizzati ai fini del processo è indiscutibile; ciò che ha fatto la Ruggeri in ordine ai reperti residui e giudicati del tutto irrilevanti è assolutamente in linea con quanto prevede la legge. Quindi siamo in presenza dell’ennesima boutade basata sul nulla”.
Quindi lei ritiene infondata l’accusa dei difensori circa gli errori nel mantenimento a temperatura ambiente delle provette contenenti il materiale genetico?
“Le provette contestate contengono reperti che già all’epoca erano stati ritenuti irrilevanti, tanto è vero che furono refertati ma è probabile che non contengano più dna, dal momento che tutto quello utile è stato utilizzato per costituire la prova poi esaminata nel processo. Si tratta di scarti, rimasugli, che non hanno mai avuto valore. Non capisco francamente come mai la difesa insista tanto, quando il giorno dopo l’arresto di Bossetti aveva la possibilità di chiedere tutto ciò che voleva in termini di verifiche e non lo ha fatto. Tutti i reperti analizzati, quelli con concentrazioni maggiori di dna, sono stati analizzati accuratamente e tutti indistantamente hanno dato lo stesso risultato, ovvero l’identificazione piena di Massimo Bossetti con il dna di ignoto uno. Non c’è storia”.
Lei quindi continua a non nutrire dubbi sulla colpevolezza di Bossetti che continua a gridare la propria innocenza?
“Bossetti continuerà a proclamarsi innocente e la cosa non mi sorprende, perché a mio giudizio si tratta di personalità che non ammetteranno mai le proprie responsabilità in omicidi così atroci. E continuerà purtroppo a trovare soggetti pronti a credere alla sua innocenza senza però conoscere le carte del processo. Io che so di cosa parlo, sono convinta della sua colpevolezza senza ombra di dubbio. Ho esaminato le consulenze tecniche e tutti gli atti che convergono contro di lui e non c’è dubbio che tenga. E le dico pure che la vicenda della dottoressa Ruggeri si risolverà favorevolmente per lei perché non ha commesso alcun reato. Anzi, finalmente potrà rispondere formalmente e fare le opportune valutazioni in merito alle gravi accuse che le sono state mosse”.



