Una petizione per gravi patologie disabilitanti

mercoledì, 15 Febbraio 2023
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Più di undicimila firme, ben oltre la soglia obbligatoria di diecimila, raccolte in poche settimane grazie a una formidabile catena umana per presentare una legge di iniziativa popolare in favore di persone con gravi patologie disabilitanti. Tanta abnegazione e impegno sono stati premiati con l’ammissibilità da parte della prima commissione consiliare del Consiglio regionale della Campania. E’ la prima volta in Italia, ricordano i promotori del comitato “Diritto alla cura”, che una proposta di legge del genere approda in un’assemblea legislativa, ancorché locale. Il testo, che sarà esaminato nel merito dalla Commissione Sanità e Sicurezza Sociale, è finalizzato alla ridefinizione delle prestazioni di riabilitazione residenziale per le persone affette da patologie gravi, gravissime e invalidanti. Il Consiglio regionale ha 90 giorni di tempo per discutere e decidere se approvarlo.

«Oggi chi soffre di malattie psichiche e sensoriali non può curarsi come dovrebbe. Una delibera di giunta regionale, la 164 del 6 aprile 2022, stabilisce in modo arbitrario un “fine cura” per tutte le terapie riabilitative, senza le eccezioni previste invece in tutte le linee guida nazionali. Il limite fissato di 180 giorni vale anche per i malati affetti da patologie gravi e gravissime – spiega Annarita Ruggiero, uno dei portavoce del comitato “Diritto alla cura” – non importa se si aggraveranno, non importa il parere dei medici: dopo la scadenza questi pazienti vengono abbandonati e condannati a un peggioramento delle loro condizioni di salute. Non è umano e non è giusto. Soprattutto non è accettabile. Abbiamo più volte ribadito che il diritto alla cura è inderogabile e imprescindibile per tutte le patologie e le disabilità. La legge che abbiamo presentato può restituire dignità ai pazienti e i loro cari, può garantire il diritto alle cure riabilitative per i disabili gravi e gravissimi, assicurando continuità e professionalità, rispettando valutazioni mediche specialistiche senza rincorrere scadenze burocratiche, ponendo la Regione Campania all’avanguardia nella difesa dei più deboli. Ma cosa si otterrebbe con la legge? Innanzitutto, due cose semplicissime. La prima è che le cure riabilitative si concludano solo sulla base di valutazioni mediche e non per una burocratica scadenza dei termini, che prescinde dalla salute del malato. La seconda è che i livelli di assistenza e di cura siano adeguati alle patologie, in pratica che un malato grave sia effettivamente curato e non sia abbandonato a sé stesso o semplicemente parcheggiato in strutture, tipo le Rsa, che non sono in grado di curarlo. Si tratta di diritti elementari che però ora sono negati, con conseguenze devastanti sulla vita di tantissime persone».

Per questo volontari delle associazioni dei malati e delle famiglie, operatori, specialisti, sindacalisti, lavoratori dei centri di riabilitazione sono stati per quattro mesi per strade, nelle piazze, davanti agli ospedali, alle scuole, ai mercati, nei giorni feriali e festivi, per coinvolgere i cittadini e spiegare loro le ragioni della petizione. Sono arrivate più di undicimila firme che hanno consegnato al Consiglio regionale in dodici scatoloni.

E mentre Lorenzo Latella, presidente di Cittadinanzattiva Campania non nasconde la sua soddisfazione sottolineando che «come cittadini abbiamo fatto un miracolo, spetta alla Regione trasformarlo in legge» per Annarita Ruggiero «la vera sfida comincia ora, ecco perché chiediamo a tutti, ai consiglieri regionali, ma anche alla stampa, ai cittadini, alle associazioni di sostenere con tutte le forze l’approvazione di questa legge. È davvero fondamentale, altrimenti ci troveremmo di fronte a una tragedia insostenibile per tutti i disabili gravi».

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