Pd. Da Letta alla Schlein, il valore simbolico e politico della melagrana

giovedì, 2 Marzo 2023
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La cerimonia di passaggio del testimone da Letta alla Schlein è stata ad alto contenuto politico e simbolico.
Per quanto riguarda la politica, ci siamo già espressi. La nuova leader dem ha beneficiato della concomitanza di più fattori favorevoli: se a destra c’è la Meloni, una donna grintosa, popolare, che ha dimostrato di sapersi far largo in un mondo di maschi, tosti e virili, premier-bandiera di una concezione identitaria della vita, della famiglia e della società; specularmente dall’altra parte, non ci poteva essere un maschietto, come Bonaccini, con esperienza unicamente amministrativa di buon governo regionale, che pensa ancora a un Pd laburista, capace di federare sinistra e centro. Una postura legittima, ma assolutamente perdente sul piano della comunicazione; della serie, “diritti” a destra e “maschilismo” a sinistra: una vera e propria eterogenesi dei fini.

Ed è ovvio che qualcuno avrebbe dovuto incarnare, invece, una visione opposta alla società tradizionale, come difesa e affermata dal centro-destra a trazione Fdi. Una concezione laicista, filo-Lgbt, filo-gender, filo-utero in affitto, ecologica, filo-globalizzazione. Insomma, il Dna del mainstream per una sinistra massimalista che guarda ai 5Stelle.

Ma pure la simbologia non è da meno. Serve a capire tante cose, oltre il detto, le dichiarazioni, gli scritti.
I riti, infatti, sono simboli in movimento, comunicazione universale. E non a caso Letta ha consegnato, come dono, omaggio, auspicio, la melagrana alla nuova segretaria dem. Molto più di una semplice cerimonia di consegna del partito.

Plasticamente il messaggio numero uno è chiaro: “Siamo noi che ti abbiamo lasciato fare, ti abbiamo iscritta a due mesi dalle primarie” (si è mai visto un impiegato appena assunto che dopo due mesi diventa dirigente?). E ancora: “Ti abbiamo consegnato le chiavi del Nazareno, grazie all’aiutino della casta che conta: Franceschini, Zingaretti, Orlando, Bettini, l’ideologo, lo stratega, il puparo. Come farai ora a rottamare tutto e tutti, donne comprese, con la sola colpa di essere figlie delle quote rosa?”.

E poi, messaggio numero 2, più esoterico. Cosa significa la melagrana? Abbondanza, passione, energia (ma non era lo slogan di Bonaccini?), ricchezza, fertilità, prosperità (quindi, più consenso, più iscritti, più voti).
Per la cultura ebraica l’importanza di questo frutto si ricollega al numero di semi. Questi sarebbero 613, cioè il numero esatto di mitzvoth della Torah, i precetti morali (di cui 365 sono divieti, mentre 248 obblighi) da seguire per tenere un comportamento virtuoso.

Per la Bibbia, nel “Libro dei Re”, il frutto viene citato come uno dei motivi scelti dall’architetto Hiram per decorare i capitelli delle colonne esterne del tempio di Salomone a Gerusalemme, mentre alcuni studiosi sono arrivati addirittura ad ipotizzare che il frutto proibito dell’Eden non si riferisse a una mela, bensì a una melagrana.

Nella cultura greca tale frutto si connota come simbolo del dualismo vita/morte, grazie al mito di Persefone, la figlia di Demetra e Zeus che doveva trascorrere sei mesi all’anno col marito Ade nel regno dei morti per aver mangiato sei semi di melagrana.
Dalle raffigurazioni della dea greca Hera a quelle della Madonna cristiana, si è sempre mantenuto costante il simbolo della melagrana come frutto della fertilità, a celebrare la figura della madre che nutre.

Per la religione islamica il melograno si trova nel Giardino del Paradiso tra le cose buone create da Allah.

Molto più interessante e attuale la melagrana esaltata dalla Massoneria (posta sopra una delle due colonne del Templio). Il frutto sferico (forma pitagorica collegata alla perfezione) è diviso in otto logge, a sua volta composte da semi rossi e succosi, racchiusi da una scorza dura: la divisione in logge e in semi indica l’individualità dei massoni preservata nell’unità, rafforzata grazie alla cultura e protetta dall’esterno grazie alla scorza esterna.

Per tutte queste ragioni in ambito massonico il frutto viene sempre rappresentato parzialmente aperto, a evidenziare la coesione tra individui ben identificabili nella loro soggettività di Liberi Muratori, che al suo interno si scambiano la conoscenza in maniera dinamica, secondo i principi di Uguaglianza e Fratellanza universale. Tali semi dovranno poi fruttificare e la loro abbondanza nella melagrana simboleggia l’augurio affinché i massoni di tutto il mondo proliferino sempre più.
A questo punto dobbiamo interrogarci sull’appartenenza o vicinanza di Letta o della Schlein a tali culture.

 

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