Inchiesta Covid. Vuoi vedere che serve a svuotare la commissione parlamentare?

martedì, 7 Marzo 2023
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Di solito dopo tanto tempo dagli eventi scottanti non ci si libera da un dubbio amletico: le inchieste postume servono a fare giustizia, oppure a mettere definitivamente la polvere sotto il tappeto?

Potremmo parlare per delle ore, usare chilometri di inchiostro e interrogarci sul perché di tante iniziative della magistratura che non hanno mai fatto luce sugli anni di piombo, la strategia della tensione, le stragi, i vari golpe, le collusioni tra Stato, mafia e massoneria, la morte di Falcone e Borsellino, i patti inconfessabili, le strane catture di Totò Riina e di Matteo Messina Denaro, e tanto altro.

Ma tranquilli, c’è un tempo per tutto, quando cioè, la magistratura giudica la politica, anzi la sostituisce, la commissaria (si pensi a Tangentopoli e a come ha influito sul voto e sulla vita della cosiddetta casta); e c’è un tempo in cui la politica si prende la rivincita, forte di errori della controparte (ad esempio, il caso-Palamara), e giudica a sua volta la magistratura.

Questo sta accadendo ora con l’inchiesta di Bergamo sulla gestione del Covid. Di punto in bianco, gli eroi delle corsie, i soloni e i guru in camice bianco, i manager della sanità, gli assessori e gli stessi politici legati al tema, sono finiti sul banco degli imputati. Colpevoli di non aver fatto scattare subito la zona rossa.

Del resto, di frasi contraddittorie prima che partisse il vero allarme, apripista del lock down, ne abbiamo ascoltate tante. In fondo, si trattava di affrontare un nemico invisibile e sconosciuto (unico alibi che resta in piedi): il Covid. Ma alcuni inciampi hanno fatto scalpore: quello di Zingaretti sul cibo cinese e quello dello stesso capo di Stato Mattarella, con la sua visita presso una scuola cinese a Roma, pur di dimostrare la relatività del virus e soprattutto il non contagio da parte loro, che avrebbe potuto scatenare una campagna di odio xenofoba nei confronti del “muso giallo” untore, moderna riedizione dei monatti di manzoniana memoria.

Ma le frasi e i comportamenti che avrebbero potuto salvare migliaia di vite umane (la bellezza di 4.500), questo sì, che preoccupa, indigna, amareggia. E col senno di poi, comunque, è facile parlare di incompetenza, sottovalutazione, primato dell’economia; ma ormai il dato è tratto. E ricostruire le reali dinamiche a posteriori sarà estremamente complesso.

Una cosa è certa: tra responsabilità oggettive, soggettive, ci sarà un effetto-domino.

Ecco quello che dicevano alcuni diretti interessati con lo tsunami già in corso: Beppe Sala, sindaco di Milano, il 27-2-20, assicurava che “Milano non si fermerà”; il governatore del Lazio Nicola Zingaretti preferiva combattere l’influenza piuttosto “che due malati di Coronavirus”; Giuseppe Conte, allora premier, aspettava “altri elementi prima di decidere la chiusura di due comuni”. E ancora: Ranieri Guerra, ex direttore vicario dell’Oms (quello del mancato aggiornamento del piano pandemico nazionale, fermo al 2006), diceva che “fare i tamponi a tutti adesso è la cazz..ta del secolo”; l’ex ministro Roberto Speranza riferiva che Conte temeva che la zona rossa “avesse un costo enorme senza benefici”; il segretario generale del ministero della salute Giuseppe Rocco addirittura, banalizzava il pericolo: “Morirà qualcuno, ma non sparirà l’umanità”.

Come finirà? Una bolla di sapone? Gli indagati, più o meno tutti, per omicidio colposo, da Giuseppe Conte, Roberto Speranza, il governatore Attilio Fontana, l’ex assessore Giulio Gallera, ad Angelo Borrelli, capo della Protezione civile, rischiano davvero?

Proviamo a fare due ipotesi: se saranno rinviati a giudizio ed eventualmente condannati, il precedente, estremamente pericoloso per il futuro, sarà che alla prossima ondata pandemica, il nuovo piano (opportunamente aggiornato), predisporrà l’immediata zona rossa, dal Piemonte alla Sicilia.

Oppure, lettura più intrigante: vuoi vedere che l’inchiesta di Bergamo serve a vanificare, depotenziare, delegittimare la commissione parlamentare, proposta dal centro-destra (in particolare da Fdi) e da Azione, che avrà come focus i vulnus della gestione etico-sanitaria del Covid?

Ci riferiamo al business delle mascherine, le cure sbagliate, l’efficacia dei vaccini, gli interessi delle multinazionali farmaceutiche, i ventilatori che hanno soffocato le persone. Ai posteri l’ardua sentenza.

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