La terribile influenza stagionale, anche quest’anno, torna a colpire piccoli e grandi.
Dopo due anni di pandemia quasi ci eravamo dimenticati che tosse, raffreddore, spossatezza non sono soltanto sintomi del COVID-19, bensì anche della classica influenza che, almeno una volta all’anno, ci costringe un po tutti a casa.
C’è da dire che, sorprendentemente -o forse no-, il “malanno” torna più forte di prima, in tutti i sensi. Sembrerebbe che la durata di quest’ultimo si sia quasi raddoppiata, e non solo, da spiazzanti statistiche risulterebbe che i nostri fedeli farmaci antibatterici sembrano non funzionare.
In realtà non tutti i scientifici rimangono stupiti dalla recente notizia. Questo perché, già da qualche tempo, si vociferava che il vaccino anti COVID-19 avesse inciso negativamente sul nostro sistema immunitario. A tal proposito in molti ritengono che questo, oltre a non rilasciare la copertura garantita, abbia non solo debilitato le nostre difese immunitarie ma addirittura reso i batterei più resistenti degli stessi antibiotici.
La tesi però non è accolta positivamente da tutti, o perlomeno non completamente. Difatti altri esperti del settore credono che sia vero il fatto che le nostre difese immunitarie siano state in un certo senso debilitate, ma non di certo a causa del vaccino, semmai a causa del distanziamento sociale e dell’incessante utilizzo della mascherina che, per due lunghi anni, ci ha costretti al non contatto sociale. È chiaro quindi che se, per un ampio periodo di tempo, è come se fossimo vissuti in una bolla di vetro, di certo non si può pretendere che da un momento all’altro il nostro organismo torni a funzionare esattamente come prima.
Comunque, che dir se ne voglia, prima di prendere “per buone” queste tesi bisognerà aspettare degli anni e degli studi più attendibili.
Per ora ci limitiamo a dire che la minaccia COVID-19 sembra essere terminata ma… forse ce n’è un’altra in arrivo?
Di Francesca Pandolfi



